Banco di Napoli: contratto, produttività, pressioni, fondo unico, meridione…

By: Elliott BrownCC BY 2.0

Il Comitato Direttivo della Fisac/Cgil del Banco di Napoli riunitosi in data 8/5/2015 ha discusso i più importanti temi de l dibattito sindacale, a partire dal rinnovo del contratto nazionale di lavoro. L’accordo all’esame dei lavoratori ha evitato la disapplicazione del CCNL e ha conservato l’impianto dell’area contrattuale. Le partite lasciate in sospeso, in primis quella salariale, evidenziano che nel nostro settore, al pari degli altri, sono aumentate le diseguaglianze e gli aumenti di produttività non sono andati a beneficio dei lavoratori. Occorre quindi una redistribuzione della ricchezza anche nel gruppo IntesaSanpaolo, a partire dalla prossima tornata di incontri con la controparte aziendale .

Il dibattito ha evidenziato che quando si parla di produttività si finisce con il parlare sempre di quella del lavoro, trascurando la produttività del capitale che le statistiche indicano addirittura negativa! Questo è un elemento da non trascurare nella imminente tornata di trattative aziendali, in cui non potrà essere sottaciuto l’impatto, in molti casi negativo, delle innovazioni organizzative sulla produttività complessiva. Il continuo cambiamento di modelli organizzativi infatti, oltre ad essere un sintomo di incertezza strategica, produce molti effetti non positivi sull’operatività quotidiana. Solo un impegno straordinario dei colleghi consente di affrontare le innumerevoli difficoltà che essi quotidianamente incontrano nello svolgimento del loro ruolo.

Il Gruppo Intesa Sanpaolo ha presentato un bilancio florido, con un robusto utile netto, indici di produttività del lavoro altissimi e parametri economico-patrimoniali che in alcuni casi hanno raggiunto i livelli pre-crisi Di converso le condizioni di lavoro sono peggiorate per effetto dei cambiamenti organizzativi e di pressioni commerciali che hanno raggiunto intensità inusitata.Tema questo, non trascurabile anche per le nefaste ricadute sullo stato di salute dei colleghi tra i quali va diffondendosi in maniera sempre più preoccupante lo stress da lavoro. La richiesta di performance sconfina in alcuni casi in vere e proprie vessazioni al limite del mobbing.

Il Comitato Direttivo della Fisac/Cgil del Banco di Napoli giudica grave che il più grande gruppo bancario italiano continui a non effettuare assunzioni nelle regioni meridionali e, sulla base della discussione svolta, ritiene che, già dai prossimi incontri, debbano essere richiesti con forza un VAP in linea con i dati di bilancio consolidato e il significativo aumento dei dividendi, il riconoscimento della professionalità legata al nuovo modello di servizio e una regolamentazione delle sollecitazioni alla vendita, non escludendo, se necessario, anche un percorso vertenziale a sostegno di queste legittime rivendicazioni. Fermo restando che il CIA di gruppo deve rimanere obiettivo strategico da perseguire.

Dal dibattito è scaturito anche un giudizio positivo sull’ipotesi di costituzione di un Fondo Unico di Gruppo per la previdenza complementare che deve essere un obiettivo prioritario.

Il Comitato Direttivo della Fisac/Cgil del Banco di Napoli nell’evidenziare la necessità politica di una maggiore rappresentanza del territorio di riferimento negli assetti organizzativi di gruppo, ribadisce che la prossima Assemblea Organizzativa deve essere convocata nei tempi stabiliti dal Direttivo di Gruppo del 2-3 marzo 2015.

Napoli, 8 maggio 2015

Dispositivo Direttivo FISAC CGIL Banco di Napoli 8 maggio 2015