D’Antona: 20 maggio commemorazione sedicesimo anniversario scomparsa

By: CGIL Nazionale - All Rights Reserved
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Il 20 maggio 1999, Massimo D’Antona, giuslavorista e, al tempo, consigliere del Ministero del Lavoro Antonio Bassolino, cadeva assassinato in un agguato terroristico. Fu ucciso con sei colpi di pistola calibro 38 in un agguato in Via Salaria a Roma, a pochi passi dalla sua abitazione mentre si recava al lavoro. Lasciò la moglie Olga (nella foto con il Segretario Generale Susanna Camusso in occasione della commemorazione del 2013).

L’omicidio era apparentemente inspiegabile ed imprevedibile perché il Professor D’Antona era un esponente della sinistra riformista di fede cattolica ed ispirazione socialista, un tecnico, un esperto del mondo del lavoro poco noto al grande pubblico. Poche ore dopo, arriva la rivendicazione, 14 pagine stampate fronte retro, con la stella a cinque punte e il gergo criptico e oscuro tipico delle Nuove brigate Rosse:”La nostra organizzazione ha individuato il ruolo politico-operativo svolto da Massimo D’Antona ne ha identificato la centralità e, in riferimento al legame tra nodi centrali dello scontro e rapporti di forza e politici generali tra le classi ha rilanciato l’offensiva combattente.” Così scriveva il delirante comunicato dei brigatisti.

L’omicidio di D’Antona riapre la stagione degli omicidi delle Brigate Rosse che si ripropongono all’attenzione pubblica con una nuova sigla, le Nuove Brigate Rosse, con cui riprendono la lotta armata colpendo figure chiave legate al contesto politico della ristrutturazione del mondo del lavoro.

Per l’omicidio del giuslavorista vengono rinviate a giudizio 17 persone: dieci di loro per banda armata e gli altri sette per banda armata e omicidio. Il primo processo si conclude il 1º marzo 2005 con la condanna all’ergastolo di Laura Proietti e a vent’anni di reclusione Cinzia Banelli, entrambe giudicate con il rito abbreviato.
L’8 luglio 2005, dopo 32 ore di camera di consiglio la Corte d’assise di Roma emette il verdetto per gli altri brigatisti alla sbarra e condanna alla pena dell’ergastolo Nadia Desdemona Lioce, Roberto Morandi e Marco Mezzasalma.

Come ogni anno, così, nel sedicesimo anniversario della sua tragica scomparsa, la sua figura di uomo, di studioso delle regole al servizio della democrazia e della coesione sociale, di eroe civile verrà ricordata, a Roma, in via Salaria, nel luogo in cui fu tragicamente assassinato. Interverranno: Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati; la prof.ssa Silvana Sciarra, amica e collega di Massimo D’Antona; Susanna Camusso, Segretario Generale Cgil.

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