Banca Marche: ridare valore e merito al lavoro svolto con serietà

By: Roger SchüeberCC BY 2.0

In data odierna le OO.SS. Aziendali, dopo aver ripetutamente sottoposto all’attenzione della Direzione Risorse Umane alcune problematiche connesse alla corretta applicazione delle previsioni contrattuali in materia di prestazione lavorativa della categoria quadri direttivi, hanno scritto nuovamente all’Azienda alfine di ricercare soluzioni maggiormente condivise.

Al momento non resta, però, che constatare il perdurare di una complessiva sottovalutazione da parte aziendale dei problemi da noi sollevati ed il persistere di una grave indifferenza riguardo all’opportunità di offrire tempestive risposte ai lavoratori che con encomiabile continuità di impegno realizzano quotidianamente le condizioni per non creare ulteriori difficoltà alla Banca in un momento particolarmente delicato conseguentemente al perdurare della gestione commissariale e dell’incertezze sul suo futuro.

L’emblematico caso del mancato riconoscimento delle prestazioni aggiuntive ai quadri direttivi, è, quindi, innanzitutto, un insulto alla dignità del lavoro, specie se confrontato con i privilegi di chi, con la poltrona ben al caldo e ben lontano, continua a fare, disfare e usufruire di ingiustificabili prebende che stonano rispetto alla situazione di crisi aziendale cui ci si appella per giustificare continui atti di protervia.

I lavoratori hanno fatto il massimo, qualcuno ha fatto il minimo e qualcun altro addirittura avrà il superminimo…

La materia del lavoro straordinario nel suo complesso, peraltro, è a nostro avviso gestita da parte della Direzione del Personale con estrema leggerezza e “fariseismo”. Essa mentre annuncia a tutti i colleghi la necessità di astenersi dall’effettuare qualsivoglia prestazioni aggiuntiva (per questo non riconosciuta), contemporaneamente però non esercita alcun presidio. Al massimo essa si limita ad una riprovevole tolleranza od una complice facilitazione di prassi che aggirano le procedure autorizzative, prefigurando “gratuità” non regolamentate sia rispetto all’attività lavorativa in senso proprio che per le riunioni di lavoro, sempre più spesso programmate ed effettuate fuori  orario.

Se la strada per poter rappresentare le istanze dei lavoratori è dunque quella di produrre analoghi atti di forza a quelli con cui l’Azienda rivendica una sua supremazia nella contrattazione, anziché ricercare un clima di maggior condivisione e concertazione, sappia la Banca che le OO.SS.LL. non hanno alcuna difficoltà a scendere sullo stesso piano.

Occorre riconoscere e ridare valore e merito al lavoro svolto con serietà, impegno e energia da tutti i colleghi “al fronte” o in direzione e non solo ai pochi “scienziati” lautamente pagati, alcuni in semplice transito, altri sotto tutela dei propri costosi consulenti, che pensano di poter decidere a proprio piacimento il destino e la storia di una Banca che conoscono a malapena.

A questi sapienti chiediamo di educarsi al rispetto e all’ascolto di una struttura che meglio di chiunque altro conosce la propria Banca, evitando nel contempo ulteriore spreco di risorse a favore di società consulenziali chiamate ad importare soluzioni preconfezionate e standardizzate, probabilmente assai poco idonee a migliorare ed efficientare l’organizzazione delle nostre strutture. Chiediamo di azzerare tutte le spese per consulenze inutili, che al momento non ci sembra accennino a diminuire: la stipula di ulteriori contratti sarebbe intollerabile!

Con tutti questi eruditi, saggi e “fenomeni” ci lascia, tra l’altro, assolutamente interdetti la modalità così superficiale e “raffazzonata” con cui è stata gestita, almeno nella sua fase iniziale, la comunicazione al mercato ed agli organi di informazione del mancato rimborso del prestito concesso da Fonspa, che ha creato non solo perplessità e preoccupazioni ma, soprattutto, grandi difficoltà a tutti i colleghi impegnati nella relazione con la clientela. 

Jesi, lì 26 Maggio 2015

Le OO.SS.LL. Aziendali Banca Marche

Banca Marche CU 26 Mag 2015

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