41° anniversario della strage di Piazza della Loggia

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Nel suo 41 esimo anniversario ricordiamo la Strage di Brescia, nella quale persero la vita otto persone e più di cento rimasero ferite mentre mentre partecipavano, in piazza della Loggia, ad una manifestazione contro il terrorismo neofascista organizzata dal Pci e dalla Cgil in occasione di uno sciopero generale. Era il 28 maggio 1974, pioveva… Una bomba nascosta in un cestino portarifiuti fu fatta esplodere alle 10.12 uccidendo Livia, Giulietta, Clementina, Alberto, Luigi, Euplo, Bartolo e Vittorio. Otto persone, non numeri. Otto morti rimasti impuniti. Il funerale si svolse nella stessa piazza della Loggia, luogo dell’attentato. Alla cerimonia parteciparono mezzo milione di persone.

La strage di piazza della Loggia è stata l’ultima degli attentati più gravi degli anni di piombo, assieme alla strage di Piazza Fontana del 1969, alla strage del treno Italicus, del 4 agosto 1974 e alla strage di Bologna del 1980. In quegli anni la scelta crudele di massacrare cittadini innocenti faceva parte di un progetto folle che mirava a colpire le istituzioni democratiche e la convivenza civile nel nostro Paese.

Per la strage sono stati rinviati a giudizio i neofascisti Delfo Zorzi, Carlo Maria Maggi, Maurizio Tramonte, Francesco Delfino, Giovanni Maifredi e Pino Rauti, esponenti di spicco del Movimento politico Ordine Nuovo. Dopo un’assoluzione per insufficienza di prove in primo grado di Corte d’Assise, il 14 aprile 2012 la Corte d’Assise d’appello ha assolto in via definitiva tutti gli imputati, condannando i familiari delle vittime a pagare le spese processuali. Per la strage di Piazza della Loggia, i responsabili restano ignoti e questo aggrava il dolore e la rabbia per quelle vite inutilmente stroncate. Con una direttiva del 22 aprile 2014, i fascicoli relativi a questa strage non sono più classificati e coperti da segreto e sono perciò liberamente consultabili da tutti. Ci auguriamo che si apra in tal modo uno spiraglio per arrivare finalmente alla verità.

Il ricordo delle stragi e del sacrificio di quelle vittime deve aiutare tutti noi ma soprattutto le nuove generazioni, a comprendere come la democrazia non possa considerarsi acquisita una volta per tutte ma è invece esposta a ricorrenti minacce. Spetta a ognuno di noi vigilare per difenderla costantemente attraverso la partecipazione e l’impegno.

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