Giornata in favore delle vittime della Tortura

By: Bryan DorroughCC BY 2.0

Il 26 giugno si celebra la Giornata Internazionale in favore delle Vittime della Tortura, istituita dall’Onu nel dicembre 1997 per ricordare e sostenere gli obblighi derivanti dalla Convenzione contro la Tortura, i Trattamenti e le Punizioni Crudeli, Inumani e Degradanti, entrata in vigore dieci anni prima (26 giugno 1987) e promuovere una riflessione cui seguano atti e legislazioni concreti per estirpare la pratica della tortura nel mondo.

Ad oggi la Convenzione è stata ratificata da 105 Stati. Gli Stati firmatari della Convenzione si sono impegnati a qualificare la tortura come un reato perseguibile in base al proprio ordinamento interno e sono tenuti a far rapporto al Comitato contro la Tortura, istituito nel 1987 in virtù del Trattato, per monitorare l’attuazione delle disposizioni della Convenzione stessa ed assistere gli Stati Parti nella loro applicazione.
Le Nazioni Unite hanno inoltre riconosciuto la necessità di assicurare assistenza alle vittime delle torture. A tal fine, nel 1981, l’Assemblea Generale istituì il Fondo delle Nazioni Unite per le Vittime della Tortura, finanziato con contributi volontari dei Governi.
Il reato di tortura, oltre che dalla citata Convenzione, è previsto da una serie di trattati e dichiarazioni internazionali:

  • La Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948.
  • La Convenzione di Ginevra sul trattamento dei prigionieri di guerra del 1949.
  • La Convenzione europea dei diritti dell’uomo del 1950.
  • Lo statuto di Roma della Corte penale internazionale del 1998.
  • La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea del 2000.

L’Italia ha ratificato la Convenzione dell’Onu contro la tortura nel 1988 ma non ha ancora introdotto nell’ordinamento il reato. Il tema della tortura è tornato ad essere d’attualità dopo che la corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per le torture avvenute alla scuola Diaz a Genova presa d’assalto dalle forze dell’ordine durante il G8 del 2001. A 13 anni dal G8 di Genova molti dei responsabili di gravi violazioni dei diritti umani sono sfuggiti alla giustizia perché in Italia mancano strumenti idonei per prevenire e punire efficacemente le violazioni.
Dopo il fallito tentativo della XVI legislatura, sono stati presentati nuovi disegni di legge, poi confluiti in un testo unificato, sul reato di tortura. La discussione al Senato, iniziata il 22 luglio 2013 in seno alla commissione Giustizia, si è conclusa con l’approvazione del testo unificato nello scorso marzo, con voto quasi unanime. Il testo introduce un reato specifico di tortura e non richiama il requisito della necessaria reiterazione degli atti di violenza o minaccia perché si possa parlare di tortura.
L’iter sarà tuttavia concluso solo dopo l’approvazione del Senato e ci auguriamo che la richiesta di ulteriori emendamenti non facciano saltare l’approvazione di una legge indispensabile sia sul piano morale che sul piano dell’immagine internazionale.

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