Banca Romagna Cooperativa, Cgil e Cisl: “Nessuno resta senza lavoro”

COMUNICATO STAMPA

Banca Romagna Cooperativa (BRC): nessuno resta senza lavoro.

FIBA CISL e FISAC CGIL, congiuntamente alle confederazioni CGIL e CISL di Cesena, comunicano che Martedì 30 giugno si sono concluse le conciliazioni individuali per il passaggio dei lavoratori BRC a Banca Sviluppo con 184 dipendenti che hanno aderito e 1 che non ha aderito. Con questi atti si conclude positivamente, senza la perdita di nessun posto di lavoro, la vicenda che ha preso avvio con la lettera di apertura delle procedure per la riduzione del costo del lavoro di 3.750.000 € annui  (corrispondente a 56 lavoratori), inviata, dai commissari della BRC, lo scorso 16 ottobre 2014 alle Organizzazioni Sindacali.

Il percorso è stato lungo e complicato, ma alla fine ha prevalso il buon senso e la responsabilità delle parti. Dopo l’Intesa preliminare di indirizzo sottoscritta il 16 dicembre 2014 dall’azienda e da tutte le Organizzazioni Sindacali presenti (FABI – FIBA CISL – FISAC CGIL –UIL C.A.) e il voto favorevole della stragrande maggioranza dei dipendenti interessati (71%), abbiamo registrato – dichiarano Fulvio Biondi e Davide Foschi, rispettivamente segretari di FIBA CISL e FISAC CGIL – la mancata conferma di tale accordo da parte di UILCA, un clamoroso “voltafaccia” senza precedenti nel nostro territorio, avvenuta durante l’assemblea del 19 dicembre 2014, dando dei “venduti” alle altre organizzazioni sindacali.

La firma di quell’accordo era propedeutica alla ricerca di un partner locale che acquisisse la banca in difficoltà. Tale ipotesi non si è concretizzata probabilmente per questioni non solo legate agli aspetti economici e finanziari.

A questo punto Bankitalia ha deciso di rompere gli indugi e, sfumata la soluzione locale, ha definito  un percorso di liquidazione dell’azienda e la contestuale cessione degli assett (non tutti a quanto sembra) a Banca Sviluppo (banca del movimento BCC costituita per effettuare salvataggi di Banche di Credito Cooperativo  in difficoltà).

Trovato il possibile approdo finale di BRC i Commissari hanno convocato le Organizzazioni Sindacali  al fine di completare l’intesa preliminare di dicembre, definendo i sacrifici individuali di ogni dipendente di BRC in modo equo e progressivo rispetto alla  retribuzione.

In un percorso coerente con gli impegni presi a dicembre il 6 giugno è stata raggiunta una intesa definitiva sottoscritta esclusivamente da FIBA CISL e FISAC CGIL in quanto all’ultimo momento anche FABI si è sfilata.

Le nostre organizzazioni sindacali – proseguono Biondi e Foschi – sono  riuscite a migliorare il risultato di dicembre, riducendo notevolmente il taglio della RAL (Retribuzione Annua Lorda) dal 22,8% ipotizzato a dicembre a circa il 10% medio contenuto nell’accordo definitivo  e fissandone una temporaneità così come era stato richiesto dai lavoratori nell’assemblea del 19 dicembre. Inoltre nello stesso accordo si è previsto un blocco temporaneo della mobilità, che diversamente, avrebbe potuto essere oggetto di intervento immediato, la riduzione del numero delle giornate complessive (in 5 anni) di solidarietà da 36 a 11  ed  si è stabilito che eventuali ulteriori procedure di solidarietà che si dovessero  aprire  in Banca Sviluppo non potranno sommarsi a quanto già definito con questa.

Questo secondo accordo è stato approvato con voto certificato dell’assemblea dei dipendenti (8-10 giugno 2015) con 124 Favorevoli, 9 Contrari e 16 Astenuti.

In situazione di grande difficoltà riteniamo – dichiarano Lidia Capriotti e Filippo Pieri segretari cesenati di CGIL e CISL – che questo accordo ha reso possibile la tutela dell’occupazione di tutti i dipendenti di BRC e la salvaguardia di  un importante patrimonio del territorio e dei suoi cittadini – risparmiatori.

FIBA CISL – FISAC CGIL                                                                CGIL – CISL Cesena

F. Biondi –  D. Foschi                                                                     L. Capriotti – F. Pieri

20150702_Carlino_I dipendenti accettano

20150702_Corriere_Solo un dipendente non firma