Banche: anche le piccole verso gli stress test

By: Jacob BøtterCC BY 2.0

da Corriere.it – La decisione non e’ ancora stata presa. La Bce sta pero’ seriamente valutando l’ipotesi di sottoporre anche le banche cosiddette non significative (cioe’ quelle con attivi inferiori a 30 miliardi di euro) al comprehensive assessment, procedura che prevede sia la revisione della qualita’ degli attivi sia una sorta di stress test, cioe’ la valutazione di come le banche reggerebbero all’impatto di un ipotetico ambiente economico piu’ difficile rispetto a quanto attualmente previsto. L’ipotesi allo studio secondo quanto risulta a MF-Milano Finanza prevede gia’ un calendario di massima. L’idea e’ partire a inizio 2016 mettendo sotto esame gli istituti cosiddetti “ad alta priorita’”. In Europa gli istituti classificati come high priority sono poco piu’ di un centinaio, selezionati per dimensioni, livello di rischio e interconnessioni (dovute nello specifico alla loro funzione di infrastruttura dei mercati finanziari o di provider di sistemi di pagamento). In Italia gli istituti con attivi inferiori a 30 miliardi di euro considerati ad alta priorita’ sono una dozzina. La lista, poco prima dell’estate, comprendeva banche di standing come il Credito Valtellinese, Credem , Banca Sella, Banco Desio , l’Istituto Centrale delle Banche Popolari Italiane, la Banca popolare dell’Etruria (oggi commissariata e quindi presumibilmente esclusa), la Banca popolare di Bari, Volksbank e Banca Mediolanum . Alle quali potrebbero aggiungersi Unipol Banca e CariAsti. Ma e’ probabile che, nel corso del mese di settembre, l’elenco venga aggiornato. Solo in un secondo momento, a partire dal mese di aprile, gli esami Bce potrebbero estendersi anche alle banche di minori dimensioni, compresi alcuni istituti di credito cooperativo.

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