Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

8900035759_7d3865f3e6_b_violenza-sulle-donne

Il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La data è stata scelta dall’Assemblea Generale della Nazioni Unite in ricordo del brutale assassinio, il 25 novembre del 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie per l’impegno con cui tentarono di contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni.

Come ogni anno vogliamo dire qualche parola per tener desta l’attenzione su questo dramma, che non può e non deve passare sotto silenzio perché in questo particolare momento stiamo vivendo una diversa terribile violenza.

In occasione delle celebrazioni di qust’anno l’ONU ha organizzato una conferenza stampa e Michelle Bachelet, Vice Segretario Generale e Direttore Esecutivo di UN Women, l’agenzia dedicata aal miglioramento della condizione femminile che l’ONU ha istituito di recente, ha affermato che, sebbene ci siano stati notevoli progressi nelle politiche nazionali volte a ridurre la violenza sulle donne, molto rimane ancora da fare. Più di cento paesi sono privi di una legislazione specifica contro la violenza domestica e più del 70 % delle donne nel mondo sono state vittime nel corso della loro vita di violenza fisica o sessuale da parte di uomini.
E nel nostro paese cosa succede? Vogliamo proporvi qualche numero, preso dal sito dall’Istat.
6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni: il 20,2% ha subìto violenza fisica, il 21% violenza sessuale, il 5,4% forme più gravi di violenza sessuale come stupri e tentati stupri. Sono 652 mila le donne che hanno subìto stupri e 746 mila le vittime di tentati stupri.
Le donne straniere hanno subìto violenza fisica o sessuale in misura simile alle italiane nel corso della vita (31,3% e 31,5%). La violenza fisica è più frequente fra le straniere (25,7% contro 19,6%), mentre quella sessuale più tra le italiane (21,5% contro 16,2%). Le straniere sono molto più soggette a stupri e tentati stupri (7,7% contro 5,1%). Le donne moldave (37,3%), rumene (33,9%) e ucraine (33,2%) subiscono più violenze.
Sono gli attuali partners o gli ex a commettere le violenze più gravi. Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente. Gli autori di molestie sessuali sono invece degli sconosciuti nella maggior parte dei casi (76,8%).
Il 10,6% delle donne ha subìto violenze sessuali prima dei 16 anni. Le donne separate o divorziate hanno subìto violenze fisiche o sessuali in misura maggiore rispetto alle altre (51,4% contro 31,5%). Critica anche la situazione delle donne con problemi di salute o disabilità: ha subìto violenze fisiche o sessuali il 36% di chi è in cattive condizioni di salute e il 36,6% di chi ha limitazioni gravi. Il rischio di subire stupri o tentati stupri è doppio (10% contro il 4,7% delle donne senza problemi).

Anche l’Istat come UN Woman  conclude indicando che emergono importanti segnali di miglioramento rispetto all’indagine precedente ma che non solo resta da fare ancora moltissimo, ma sta crescendo il numero dei reati più gravi.

Negli ultimi 5 anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3% all’11,3%, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006. Ciò è frutto di una maggiore informazione, del lavoro sul campo, ma soprattutto di una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno e di un clima sociale di maggiore condanna della violenza. Alla maggiore capacità delle donne di uscire dalle relazioni violente o di prevenirle si affianca anche una maggiore consapevolezza:  la denunciano di più alle forze dell’ordine (dal 6,7% all’11,8%) o cercano aiuto presso i servizi specializzati, centri antiviolenza, sportelli (dal 2,4% al 4,9%). La stessa situazione si riscontra per le violenze da parte dei non partner.

3 milioni 466 mila donne hanno subìto stalking nel corso della vita, il 16,1% delle donne. Di queste, 1 milione 524 mila l’ha subìto dall’ex partner, 2 milioni 229 mila da persone diverse dall’ex partner.

Come abbiamo già accennato non si intacca lo zoccolo duro della violenza, gli stupri e i tentati stupri (1,2% sia per il 2006 sia per il 2014). Le violenze sono più gravi: aumentano quelle che hanno causato ferite (dal 26,3% al 40,2% da partner) e il numero di donne che hanno temuto per la propria vita (dal 18,8% del 2006 al 34,5% del 2014). Anche le violenze da parte dei non partner sono più gravi.

Per fronteggiare e arginare la violenza occorre educare la popolazione ed occorrono, come primo passo, anche leggi specifiche. L’Unione europea e il Consiglio d’Europa sono impegnati per favorire il superamento di questa emergenza sociale e, nel 2011, è nata la Convenzione di Istanbul per la prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica. Si tratta di uno strumento che vincola giuridicamente gli stati in materia. L’Italia ha ratificato la Convenzione nel giugno 2013, ma la normativa non è ancora in vigore perché non è stato raggiunto il numero minimo di ratifiche.

Come nel resto del mondo, anche in Italia saranno tante le iniziative messe in campo per sensibilizzare e informare, far pensare e riflettere su una vera e propria emergenza sociale che conta milioni di vittime al femminile in tutto il mondo. Partecipiamo e non facciamoci fermare da altre paure.
Ricordiamo che le donne vittime di violenza possono contattare i centri antiviolenza o chiamare il numero verde 1522 della Polizia di Stato attivo 24 ore su 24.

Photo by marco monetti

Back to top button