La finanza “scopre” il cambiamento climatico: la lotta alla Co2 conviene

 

climate ice photo
Photo by NASA Goddard Photo and Video

Rapporto di BlackRock, il più grande fondo di investimento del mondo, in vista della conferenza di Parigi. “Lotta all’inquinamento e responsabilità sociale sono più importanti per decidere le società più redditizie”. Cina e India i paesi su cui scommettere perché dovranno investire molto per migliorare la qualità della vita

di LUCA PAGNI 

MILANO – Il cambiamento climatico, comunque la si pensi sulle eventuali responsabilità dell’uomo, è ormai una evidenza. E chi investe deve tenerne conto. In vista dell’imminente conferenza di Parigi, anche i grandi della finanza prendono posizione. Mettendo sull’avviso gli investitori delle conseguenze di quanto sta avvenendo, perché a prendere decisioni sbagliate si rischia di perdere soldi.
 
Ne sono convinti gli analisti di BlackRock, la più grande società di investimento del mondo con oltre 4300 miliardi di patrimonio da gestire. Con uno studio intitolato “Il prezzo del cambiamento climatico”, mette sull’avviso delle ripercuissioni che potrebbero avere impegni che i grandi della terra potrebbero prendere alla conclusione di Cop21, il summit organizzato dalla Francia che si terrà a partire dalla fine di novembre nella capitale transalpina. “Con la definizione di precisi obiettivi per ridurre el emissioni di gas serra – si legge nel documento – i governo aprono le porte a un cambiamento politico che potrebbe ripercuotersi su tutti i settori dell’economia: i rischi normativi che ne derivano stanno diventando i principali driver del rendimento”. In altre parole, non sbagliate le prossime mosse perché potrebbero essere dolori.

Nei prossimi anni, bisognerà capire chi vincerà e chi verrà sconfitto dai cambiamenti in atto. E questo riguarda sia le singole nazioni, sia le multinazionali ma anche le nuove relatà economiche che si affacceranno sul palcosenico finanziario. Ad esempio, BlackRorck è convinta che conterà sempre di più in senso positivo un approccio posotivo nei confronti dei temi legati all’ambiente alla responsabilità sociale e alla trasparenza nella gestione. “L’eccellenza in questi campi non sara solo sinonimo di qualità operativa e gestionale, ma indica anche la capacità di reagire all’evoluzione dei trend di mercato e di affrontare con flessibilità il richio normativo con l’aiuto di collaboratori più coinvolti e produttivi”.

Nell’immaginare “vincitori e vinti” non è detto che il risultato sia quello più scontato. Per esempio, non è detto che tutte le imprese petrolifere subiranno perdite nel breve periodo. Visto che le energie rinnovabili impiegheranno ancora qualche decennio prima di imporsi come fonte di energia prevalente, chi riesce a estrarre idrocarbuti a prezzi relativamente bassi avrà la meglio su chi ha costo di estrazione più alti e continuerà a essere profittevole ancora nel medio periodo. Lo stesso vale per le nazioni. La Cina e l’India sono tra le nazioni repsonsabili della maggior quota di emissioni di Co2 e sulla carta potrebbe essere le più penalizzate. Ma nel lungo periodo sono considerati paesi “vincenti”. Perché la Cina ha avviato un programma di investimenti nelle rinnovabili che l’hanno portata a essere la naziuone leader del settore (il 29% degli investimenti globali nel 2014), mentre l’India sarà obbligata a grandi investimenti per migliorare le condizioni ambientali delle sue megalopoli, visto che 13 delle 30 città più inquinate del mondo si trovano all’inerno dei suoi confini.

I nuovi impegni nella lotta alle emissioni di Co2 porteranno al fallimento o alla chiusura delle aziende che, al momento, inquinano di più? Non è detto, perché proprio per recuperare reddittività, sono le imprese che maggiormente reagiranno per migliorare i proopriuo standard. Nel lungo periodo, scrive BlackRock, potrebbero essere le società destinate a dare i risultati più interessanti per gli investitori.

La lotta al cambiamento climatico porterà alla creazione di nuovi strumenti finanziari sui quali investire come l’emiessioni di “green bond” e prodotti legati alla compravendita dei diritti delle emissioni di co2. In questo modo, suggeriscono gli esperti del fondo di investimento, si potranno limitare le perdite dei portafogli troppo esposti con imprese “inquinanti” o indirixzzare gli investimento verso prodotti che si pongono come obiettivo il miglioramento dell’ambiente.

[Fonte: www.repubblica.it]

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