La crisi cinese costa 61 miliardi al fondo pensioni giapponese

da Repubblica.it – MILANO – Il secondo trimestre del Fondo pensioni giapponese (Gpif, Government pension investment fund) va in archivio con una performance estremamente negativa, frutto del tracollo dei mercati cinesi che si è verificato durante l’estate. Il più grande fondo pensioni al mondo, infatti, accusa un rendimento negativo del 5,60%, pari a una perdita di valore degli asset in gestione di 7.889 miliardi di yen (circa 64 miliardi di dollari e 61 miliardi di euro).

E’ quanto emerge dai dati diffusi dal Gpif che al termine del secondo trimestre dell’anno fiscale (giugno-settembre) vanta asset in portafoglio per un ammontare di oltre 135mila miliardi di yen (1.100 miliardi di dollari). A determinare la perdita di valore la performance negativa degli investimenti azionari che hanno accusato le turbolenze dei mercati a luglio ed agosto sulla scia del crollo del listino cinese. Gpif sottolinea tuttavia che tra il 2001 e oggi il tasso di ritorno del fondo è positivo per il 2,80% con una crescita del valore pari a 372 miliardi di dollari.

Il portafoglio degli investimenti del fondo pensioni mostra una quota del 38,95% in obbligazioni giapponesi e il 21,35% in azioni di società nipponiche. Le obbligazioni estere rappresentano il 13,60% del portafoglio mentre le azioni

estere sono oltre il 21%. Nel secondo trimestre dell’anno finanziario il rendimento delle azioni domestiche è negativo per un -12,78% comprendendo anche i dividendi mentre le azioni internazionali sono negative per l’11%. Andamento negativo anche per le obbligazioni estere (-0,83%)

Photo by Amio Cajander.

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