Banca d’Italia: Assedio a Palazzo Koch

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Photo by Matija Grguric

Per chi, come noi, ha a cuore l’Istituzione Banca d’Italia e chi in questa Istituzione lavora, quanto sta accadendo oggi a Roma è fonte di infinita amarezza.

Vedere Palazzo Koch presidiato da un ingente schieramento per impedire che si avvicinino coloro che manifestano per la perdita dei propri risparmi a causa del “fallimento” delle quattro banche, non è affatto piacevole.

Noi siamo vicini a queste persone, immaginiamo cosa voglia dire perdere i propri risparmi, i risparmi di una vita, ed è bene che si sappia che, prima cosa tra tutte, chiediamo a gran voce che la politica trovi una soluzione per queste persone.

Lo chiediamo non certo per pietismo o per una forma di carità pelosa o, peggio ancora, per una forma di tanto umana quanto sterile solidarietà ma perché profondamente convinti che il sistema del credito sia centrale nell’economia e, come tale, debba offrire garanzie reali a coloro che gli affidano i propri risparmi.

Chiarito questo, sia chiaro che non accettiamo la criminalizzazione dei lavoratori della Banca d’Italia e dell’Istituzione in atto in questi giorni.
La Banca agisce in un contesto di regole stabilite e non può esulare da questo contesto.

Non crediamo che ci si possa tacciare da difensori della casta o di corporativismo se affermiamo che chi lavora nella Vigilanza ha storicamente offerto, e offre tuttora, un servizio per la collettività con dedizione e professionalità.
Così come tutti gli altri colleghi che sentono l’Istituzione nel profondo di loro stessi.

Vedere questi demagogici attacchi alla Banca (e non ci riferiamo certo ai risparmiatori) ci fa pensare che un agnello sacrificale sia necessario.
Non è una difesa “tout court” della Banca; se ci sono state responsabilità, omissioni o quant’altro siamo i primi a volere che siano evidenziate dalla magistratura, unico organo competente.

Ma siamo anche convinti che i processi sommari facciano esclusivamente il servizio di chi abbia tutto l’interesse a defilarsi dalle proprie responsabilità.

Così come siamo convinti che soltanto potenziando i compiti della Banca d’Italia potremo, in futuro, evitare situazioni analoghe.

La Segreteria Nazionale

Photo by Matija Grguric

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