Banche: Megale, bad bank affronti sofferenze per rilanciare credito

Roma, 4 febbraio – “La ‘bad bank’ dovrà essere in grado di affrontare effettivamente il tema delle sofferenze bancarie per rilanciare il credito necessario per gli investimenti produttivi che creano nuovo lavoro”. Ad affermarlo il segretario generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, intervenuto oggi all’audizione in seduta congiunta delle Commissioni lavoro e finanze della Camera, presieduta dal presidente Cesare Damiano. Il numero uno della categoria dei lavoratori del credito della Cgil ha inoltre ricordato come “la Fisac Cgil già nel 2012 avevao proposto un intervento mirato alla costruzione della, o delle, bad bank, oltre a proporre una commissione d’inchiesta mirata in modo particolare ai derivati e ai prodotti finanziari venduti nel Paese. Per questo, pur essendo il governo in ritardo sulla materia, è necessario un intervento vero e non di facciata che aiuti il processo di pulizia dei bilanci bancari dalle sofferenze”.

Secondo Megale “ciò è indispensabile per concorrere al ripristino della completa fiducia e profittabilità del sistema bancario italiano, perché lo stesso riprenda appieno il ruolo di sostegno all’economia reale e di volano per la ripresa del Paese”. Il dirigente sindacale ha poi condiviso “l’urgenza e la necessità dell’intervento di risoluzione delle crisi, utile ma come sottolineato da subito con limiti e contraddizioni sul versante delle conseguenze per i risparmiatori per i quali abbiamo richiesto il potenziamento del Fondo e l’utilizzo delle eventuali plusvalenze della bad bank per tutelare l’insieme dei risparmiatori detentori di obbligazioni subordinate”. In tale senso, secondo Megale, “è necessario un patto tra lavoratori e risparmiatori, a partire dalle loro associazioni, invitando le stesse a non confondere mai le responsabilità dei manager con il lavoro dei bancari che sono sempre stati al servizio del Paese e dei Risparmiatori. La responsabilità totale dello stato di dissesto delle quattro banche, infatti, è in capo agli ex manager ed è bene che la magistratura faccia il suo lavoro”.

Il leader della Fisac ha poi sottolineato “la necessità della tutela del risparmio non speculativo quale risorsa determinante per il rilancio dell’economia e dell’occupazione nel Paese. Governo, Autorità di vigilanza, sistema creditizio e finanziario italiano adottino ciascuno per quanto di propria competenza, i necessari presidi normativi e regolamentari a tutela del risparmio e della trasparenza del mercato”. Così come, ha aggiunto, “la programmata cessione sul mercato delle aziende facenti capo alle quattro nuove banche e la gestione dei crediti in sofferenza devono essere coerenti con l’obiettivo di presidiare e creare valore per il territorio, le famiglie e le imprese, salvaguardando l’occupazione (diretta e indiretta)  nei territori di insediamento, con precise garanzie in materia”. Infine, nel concludere, Megale ha stigmatizzato “i tentativi di ‘criminalizzare’ i lavoratori del settore” e, d’intesa con le altre Organizzazioni sindacali di Categoria, ha reiterato “l’esigenza che vengano predisposti i necessari presidi a tutela della persona e della sua dignità, contrastando le pressioni commerciali ancora in essere nei confronti dei lavoratori del settore”.

Megale Audizione 2016

Intervenendo in data odierna alle ore 14,00 alla presenza del Presidente della Commissione On. Cesare Damiano, all’audizione in seduta congiunta delle Commissioni Lavoro e Finanze della Camera dei Deputati.

Il Segretario generale della FISAC/CGIL Agostino Megale, ha evidenziato, come in attesa dei provvedimenti che il Consiglio dei Ministri dovrebbe eventualmente adottare domani e, in particolare, sulla gestione dei crediti in sofferenza delle banche italiane, o meglio “ bad bank” dovrà essere in grado di affrontare effettivamente la questione bancaria che oggi si chiama sofferenze per rilanciare il credito necessario per gli investimenti produttivi che creano nuovo lavoro.

Megale ha ricordato che come FISAC CGIL già nel 2012/2013 avevamo proposto un intervento mirato alla costruzione della o delle bad bank oltre che la commissione d’inchiesta mirata in modo particolare ai derivati ed ai prodotti finanziari venduti nel Paese.
Per questo pur essendo il Governo in ritardo sulla materia è necessario un intervento vero e non di facciata che aiuti il processo di pulizia dei bilanci bancari dalle sofferenze.

Ciò è indispensabile per concorrere al ripristino della completa fiducia e profittabilità del sistema bancario italiano, perché lo stesso riprenda appieno il ruolo di sostegno all’economia reale e di volano per la ripresa del Paese.
L’Audizione ha riguardato i Provvedimenti dell’Autorità di risoluzione delle crisi bancarie e del Governo del 21 e del decreto 22 novembre 2015.

In merito Agostino MEGALE ha condiviso l’urgenza e la necessità dell’intervento di risoluzione delle crisi, apprezzandone l’utilità ma evidenziando da subito i limiti e le contraddizioni sul versante delle conseguenze per i risparmiatori per i quali abbiamo richiesto il potenziamento del Fondo e l’utilizzo delle eventuali plusvalenze della bad bank per tutelare l’insieme dei risparmiatori detentori di obbligazioni subordinate.
In tale senso ha anche confermato la necessità di un patto tra lavoratori e risparmiatori a partire dalle loro Associazioni, invitando le stesse a non confondere mai le responsabilità dei manager con il lavoro dei bancari che sono sempre stati al servizio del Paese e dei Risparmiatori.
In quest’ambito ha riconfermato che la responsabilità totale dello stato di dissesto delle quattro banche è in capo agli ex manager e che è bene che la magistratura faccia il suo lavoro.

Megale ha sottolineato la necessità della tutela del risparmio non speculativo quale risorsa determinante per il rilancio dell’economia e dell’occupazione nel Paese, richiedendo al Governo, alle Autorità di Vigilanza, al Sistema creditizio e finanziario italiano di adottare, ciascuno per quanto di propria competenza, i necessari presidi normativi e regolamentari a tutela del risparmio e della trasparenza del mercato.

Ha rimarcato inoltre come la programmata cessione sul mercato delle Aziende facenti capo alle 4 Nuove Banche e la gestione dei crediti in sofferenza debbano essere coerenti con l’obiettivo di presidiare e creare valore per il territorio, le famiglie e le imprese, salvaguardando l’occupazione (diretta e indiretta) nei territori di insediamento delle 4 Nuove Banche ( diretta e indiretta ), con precise garanzie in materia.

Nel concludere il Segretario Generale della FISAC/CGIL ha stigmatizza i tentativi di“ criminalizzare “ i lavoratori del settore e, d’intesa con le altre Organizzazioni sindacali di Categoria, ha reiterato lì esigenza che vengano predisposti i necessari presidi a tutela della persona e della sua dignità oltrechè rilanciare la necessità di contrastare le pressioni commerciali ancora in essere nei confronti dei lavoratori del Settore.

Agenzie di Stampa:

Banche: sindacati, non contrapporre lavoratori – risparmiatori Singoli non responsabili. Ora regole comuni prodotti finanziari (ANSA) – ROMA, 4 FEB – Nel salvataggio delle 4 banche il tema della tutela dei risparmiatori “andava affrontato in modo più deciso, ciò che non si può realizzare é contrapposizione tra lavoro e risparmio”. Lo ha detto il segretario generale della Fisac-Cgil Agostino Megale, sottolineando che invece “lavoratori e risparmiatori dovrebbero essere uniti contro le malefatte dei manager che hanno portato le banche al fallimento”. Dello stesso parere gli altri sindacati bancari, sentiti in audizione alle Camera (tra cui Uilca, Ugl, Sinfub, Unisin). Giulio Romani, segretario generale First Cisl, ha ricordato che i dipendenti “sono a loro volta acquirenti dei prodotti che hanno venduto” e che non ha senso andare alla ricerca delle responsabilità “caso per caso del singolo funzionario come se non si trattasse di un problema di sistema. Per il segretario nazionale della Fabi Giuseppe Milazzo “il danno reputazionale é enorme” e ora occorrere che “tutti gli stakeholder trovino regole comuni per le politiche commerciali. Si fanno i disciplinari sul vino doc o sui formaggi e non si riesce a farlo sui prodotti finanziari”. KYI 04-FEB-16 15: 05 NNN
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Banche: sindacati, tutela lavoratori in vendita good bank Fisac-Cgil, serve clausola sociale;First-Cisl,governo si impegni (ANSA) – ROMA, 4 FEB – Timori per i livelli occupazionali, che potrebbero non essere garantiti con la vendita delle 4 good bank nate dal salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Carife e Carichieti. E’ quello espresso dai sindacati bancari (Fabi, Fisac-Cgil, First-Cisl, Uilca, Unisin, Ugl e Sinfub) sentiti dalle commissioni Lavoro e Finanze della Camera. “Chiediamo che venga inserita una sorta di ‘ clausola sociale’ per la vendita, sia in blocco che per singola banca, per la tutela piena dei lavoratori”, ha detto il segretario nazionale FIsac-Cgila Agostino Megale. C’é il rischio, ha aggiunto Giulio Romani, segretario First-Cisl, che “si vada incontro a una ulteriore riorganizzazione. Servono rassicurazioni sull’ impegno da parte del governo e del Parlamento per salvaguardare davvero nel tempo quei posti di lavoro”. Anche perché, ha ricordato Emilio Contrasto, segretario generale Unisin, i lavoratori “hanno già pagato negli ultimi anni la ristrutturazione delle banche, sia in termini di organico che di retribuzione”. KYI 04-FEB-16 15: 20 NNN
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Banche: sindacati, tutelare lavoratori delle new bank in vendita Banche: sindacati, tutelare lavoratori delle new bank in vendita = (AGI) – Roma, 4 feb. – Nella cessione delle new bank, nate dal salvataggio di Banca Etruria, Banca Marche, Cariferrara e Carichieti il governo dovra’ assicurare piena tutela ai lavoratori dei quattro istituti. E’ unanime l’ appello che arriva dai sindacati del settore durante un’ audizione alle commissioni Finanze e Lavoro della Camera sulle ricadute occupazionali del salvataggio. “Siamo preoccupati”, ha spiegato Giulio Romani, segretario generale della First, “perche’ sono tutte aziende dove i lavoratori avevano gia’ ampiamente contribuito ai precedenti tentativi di risanamento. Il rischio e’ che nelle quattro banche risanate si possa andare incontro a ulteriori perdite di posti di lavoro. Vorremmo rassicurazioni che ci sia l’ impegno da parte del Governo e del Parlamento per cercare di salvaguardare davvero nel tempo quei posti di lavoro”. Dalla Fisac Cgil arriva la proposta di inserire una clausola sociale nell’ atto di vendita. Nella cessione delle new bank, sia che avvenga a un solo acquirente per tutte e quattro sia che avvenga separatamente per ogni singola banca, deve essere inserita una clausola sociale”, ha detto il segretario generale Agostino Megale, “per tutelare pienamente i lavoratori occupati all’ interno di queste realta'”. Contraria alla vendita in blocco e’ invece la Uilca, perche’, ha detto il segretario generale Massimo Masi, questo aprirebbe la strada a altre migliaia di esuberi, in un settore in cui, le organizzazioni sindacali stimano la perdita di circa 20.000 posti di lavoro entro il 2018. (AGI) Rmb/Mau 041518 FEB 16 NNN

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