Le pietre d’inciampo

By: tuna bites – All Rights Reserved

Le Pietre d'inciampo (Stolpersteine) sono un'iniziativa dell'artista tedesco Gunter Demnig in memoria di cittadini deportati nei campi di sterminio nazisti, aperta in diversi paesi europei. L'iniziativa è partita nel 1995, a Colonia. A inizio 2012 erano installate più di 27.000 "pietre" in Germania, Austria, Ungheria, Ucraina, Cecoslovacchia, Polonia, Paesi Bassi, Italia.

Materialmente, la memoria consiste in una piccola targa d'ottone della dimensione di un sampietrino (10 x 10 cm.), posta davanti alla porta della casa in cui abitò il deportato, sulla quale sono incisi il nome della persona deportata, l'anno di nascita, la data e il luogo di deportazione e la data di morte, se conosciuta, per ricordare chi si voleva ridurre soltanto a un numero. Un inciampo non fisico, dunque, ma visivo e mentale, per far fermare a riflettere chi vi passa vicino. Anche se la maggior parte delle "pietre d'inciampo" ricordano vittime ebree dell'Olocausto, alcune sono in memoria di persone, gruppi etnici e religiosi ritenuti "indesiderabili" dalla dottrina nazista: omosessuali, oppositori politici, Rom, Sinti, zingari, testimoni di Geova, pentecostali, malati di mente, portatori di handicap, etc.

A gennaio 2012 sono state poste nella città di Roma 72 “Stolpersteine”, tra cui quella dedicata sacerdote don Pietro Pappagallo che, oltre all’aiuto dato ai perseguitati, denunciò anche una spia tedesca e venne ucciso nelle Fosse Ardeatine. La sua figura tra l’altro ispirò anche Rossellini per “Roma città aperta”. Il progetto è patrocinato dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità Ebraica di Roma e nasce sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica. Altre altre 36 “Stolpersteine” in questi giorni.

Giovedì mattina 17 gennaio 2013 lo scultore Gunter Demnig impianterà a Livorno le “stolpersteine”, le pietre dedicate a Franca, Perla, Enrico e Raffaello Menasci.