Nuova B. Etruria: Fisac Toscana, ci aspettavamo più capacità gestionale

Da Arezzonotzie.it – Chiusura dei bilanci in ritardo e autorizzazioni che non arrivano. Sarebbero queste le ragioni, secondo quanto riportato in queste ore dall’Ansa, che stanno dilatando i tempi riguardanti la vendita delle quattro good bank.
Come già giù volte emerso, entro la fine del mese scorso, gli istituti di credito nati dall’applicazione del decreto salva-banche il 22 novembre 2015 avrebbero dovuto provvedere all’invio dell’info memorandum ai potenziali acquirenti. Ma ancora le pratiche sarebbero in alto mare perché, a quanto pare, mancherebbero una serie di via libera, tra cui quelli di Bankitalia per l’approvazione dei bilanci. I conti non risultano ancora chiusi anche perché, viene spiegato da più fonti, ancora non si è sciolto il nodo delle Dta, i crediti fiscali che, per un ‘buco’ normativo, sono ancora in carico alle vecchie banche in risoluzione e non possono essere trasferite ai nuovi istituti. Per superare questo ostacolo (si era già tentato per via di emendamento parlamentare) si starebbe valutando l’ipotesi di un provvedimento interpretativo dell’Agenzia dell’Entrate.

La notizia non ha tardato a suscitare reazioni tra i membri del sindacato aretino.

“Abbiamo letto con meraviglia e sconforto l’Ansa sui ritardi delle 4 Good Banknel presentare i bilanci, propedeutici ad un virtuoso percorso che dovrebbe portare al piu presto all’acquisizione delle stesse. Se ciò che viene riferito nell’articolo corrisponde al vero, siamo di fronte all’ennesima dimostrazione di scarsa lucidità da parte dei vari attori nella gestione di questa vicenda – commentano all’unisono Riccardo Fois e Maria Agueci della Fisac Cgil – Ci saremmo aspettati, dopo il decreto del 22 novembre, maggiore chiarezza e capacità gestionale, ma purtroppo questo non sta avvenendo e la sensazione è quella di essere di fronte a soggetti che continuano a navigare a vista.
La cosa ci preoccupa fortemente, perché tutto ciò sta a dimostrare che in questa vicenda l’unica parte in causa che si è sino ad ora comportata con responsabilità sono i dipendenti. Gli accordi firmati stanno a dimostrare che i lavoratori hanno da subito capito la gravità della situazione ed hanno fatto la loro parte accollandosi sacrifici, pur nella consapevolezza che non erano la causa del disastro della banca. A questo punto ci attendiamo delle soluzioni che tengano conto dei tanti sacrifici gia affrontati, e nessuno pensi che la nostra disponibilità sia infinita.
Siamo convinti che non è indifferente chi ci compra, e pretendiamo attenzione nei confronti dei lavoratori  che sono, lo ribadiamo, l’unico capitale sano e spendibile della banca.
Vogliamo quindi assicurazioni che, malgrado i numerosi ostacoli politici e normativi finora emersi da quel fatidico 22 novembre, e ad oggi non risolti, la questione legata ai livelli occupazionali sia posta in primo piano da parte di tutti i soggetti responsabili del futuro delle 4 banche e del futuro dei lavoratori”.

Photo by NS Newsflash

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