Oggi 28 aprile 2016 è la giornata mondiale Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro: e nei nostri settori?

“Ogni anno, sono oltre 313 milioni i lavoratori che hanno infortuni non mortali sul lavoro, ovvero  860.000 al giorno. Ogni singolo giorno, 6.400 persone muoiono per un incidente sul lavoro o per una malattia professionale, 2,3 milioni di morti l’anno. Con questi numeri, gli incidenti o le malattie legate al lavoro possono certamente essere considerate come uno dei principali problemi sanitari a livello globale” continua Guy Ryder.

“Cultura della sicurezza e delle prevenzione vuol dire rispettare il diritto a un ambiente di lavoro sicuro e salubre a tutti i livelli. Per realizzarlo, datori di lavoro e lavoratori devono impegnarsi a mantenere i compiti di ognuno, accordando la massima priorità al principio di prevenzione.”
Questa la definizione che il Direttore Generale dà della cultura della sicurezza, in linea con i principi dell’ILO che incoraggia l’occupazione in condizioni dignitose, per migliorare la protezione sociale e rafforzare il dialogo sulle problematiche del lavoro.

Oggi 28 aprile ricorre la Giornata Mondiale su Salute e Sicurezza nei luoghi di lavoro, un tema che negli anni ha sempre più riguardato lavoratrici e lavoratori di vari settori, un tema che in Italia è di grande attualità per le tragiche morti sul lavoro che ancora si verificano. Morti che spesso sono segnate dall’interesse dell‘impresa al profitto a scapito della sicurezza.

Ma oltre alla morte, che è l’evento più drammatico, quali altre conseguenze determinano la rischiosità di un lavoro?

E in particolare nel settore bancario e assicurativo cosa significa oggi parlare di salute e sicurezza?

Oltre al rischio ambiente, al rischio rapina, il rischio che più colpisce oggi le lavoratrici e i lavoratori dei nostri settori sono i rischi legati allo stress da lavoro correlato, lo stress derivante dalle pressioni commerciali indebite, da un rapporto con la clientela spesso caratterizzato dal dilemma morale e dal dovere lavorativo, dalla ricerca del prodotto adeguate al cliente e le politiche aziendali. E proprio il tema dello stress da lavoro correlato è uno dei temi che occupa a livello mondiale il lavoro dell’ILO, Organizzazione mondiale per il Lavoro.

La grande carenza di credibilità che il sistema finanziario registra dopo gli avvenimenti degli ultimi mesi, dalle vicende di vari istituti di credito al parziale fallimento degli organismi di controllo, dalle nuove normative europee entrate in vigore e all’inadeguatezza dei principali attori del mercato dinnanzi alle conseguenze dell’applicazione delle stesse, dal risparmio che, da bene tutelato dalla costituzione, è diventato strumento di partecipazione al rischio di impresa, tutto questo ha reso sempre più complicato il rapporto fra dipendente, azienda e pubblico portando all’aumento esponenziale dei fattori di stress e spesso di malattia nelle persone.

Contribuiscono anche le continue ristrutturazioni, un’organizzazione del lavoro spesso dettata da norme numerose e contraddittorie, un sistema di riconoscimenti ai dipendenti basati su criteri mutevoli e scarsamente oggettivi e molto legati alla vendita fine a se stessa. Tutto ciò aumenta le condizioni “insalubri” di lavoro nel settore bancario e assicurativo e le malattie legate allo stress che ne deriva, appunto lo stress da lavoro correlato.

In molte aziende bancarie in questi mesi sono stati raggiunti accordi con il sindacato che mirano a regolamentare le modalità commerciali, le pressioni dal vertice alla base della piramide gerarchica e a tutelare maggiormente i dipendenti anche da questo nuovo fattore.

Aziende spesso da anni dotate di codici etici, di bilanci sociali, già sensibili a queste tematiche, insieme ai sindacati interni cercano il modo di affrontare un problema che non è solo reputazionale ma è strettamente legato al clima aziendale, al benessere lavorativo che nei nostri settori è ormai spesso una chimera.
Quello dello stress da lavoro correlato è un tema diffuso, su cui ancora molto resta da fare.

Il recente accordo nazionale sulla elezione dei rappresentanti della sicurezza nelle aziende bancarie, gli accordi che andranno fatti, laddove già non ci sono, per rieleggerli e quali competenze professionali dovranno avere per fronteggiare questa tematica strisciante ma così presente nei nostri ambienti lavorativi, sono l’ importante lavoro che il sindacato ha davanti nei prossimi mesi.

Salute e sicurezza nelle banche oggi vuol dire riuscire contrattualmente a tenere insieme la necessità di regolamentare quale clima si crea per effetto delle pressioni commerciali e il reddito dell’ impresa.

Vuol dire interrogarsi e rilevare le reali condizioni di lavoro nelle banche e nelle assicurazioni per trovare soluzioni fra lavoratori e imprese alle conseguenze che si producono sulla salute delle persone e sulla efficienza delle aziende.

Una capacità di fare reddito a lungo termine per coniugare etica ed efficienza, senza sprecare il capitale principale delle aziende bancarie e assicurative: il capitale umano.

Dipartimento Salute e Sicurezza Fisac CGIL

Photo by temprb0 (Pixabay)

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