Pagare gli Stati per prestar loro soldi: oltre 10mila miliardi di titoli a rendimento negativo

da repubblica.it – MILANO – Le Banche centrali di una buona fetta di mondo, a cominciare dalla Bce per arrivare alla Bank of Japan, sono in fase ultra-accomodante. E nonostante la Federal Reserve si stia per allontanare ancor più dalla loro traiettoria con il secondo rialzo dei tassi, atteso per l’estate, l’effetto di acquisti di titoli e tassi sotto lo zero si percepisce con sempre maggior forza sui mercati. Secondo la ricognizione dell’agenzia di rating Fitch, di cui dà notizia il Financial Times, i bond sovrani con rendimenti negativi hanno varcato la soglia fatidica di 10mila miliardi di dollari. Sui mercati, in buona sostanza, ci sono strumenti finanziari emessi dagli Stati per un valore che supera di sei volte il Pil italiano che rendono meno di zero: i loro sottoscrittori, di fatto, pagano i Tesori nazionali per dar loro credito.

I dati fotografano quanto avvenuto durante il mese di maggio, quando l’apprezzamento dei titoli di Stato di Germania, Italia, Giappone e Francia ha portato la massa di bond a rendimento negativo a 10.400 miliardi: è cresciuta del 5% sulla fine di aprile. Numeri che senza dubbio alimenteranno nuove polemiche, in particolare tra i commentatori tedeschi, che mal sopportano la politica della Bce di tassi bassi (Draghi li ha confermati in negativo dello 0,4% per i depositi delle banche), rea secondo loro di deprimere tutti i rendimenti a cascata e quindi mettere a repentaglio il risparmio investito nei grandi fondi pensione.

La nota di Fitch sottolinea che la ripartizione di questi bond sotto zero è di 7,3 miliardi a lungo termine e 3,1 miliardi a breve. Ulteriore conferma di come, da un iniziale coinvolgimento delle scadenze più brevi in questo fenomeno di ‘congelamento’, l’effetto si è via via dipanato lungo le scadenze più lontane della curva: il Giappone (quello che contribuisce con la maggior massa di bond sotto-zero a questa situazione), ha sperimentato rendimenti negativi anche sui decennali, la Germania è arrivata a sette anni. L’Italia, insieme a Tokyo, è il maggior responsabile dell’aumento tracciato nell’ultimo mese. “I rendimenti di alcuni titoli italiani tra 1,5 e 3 anni hanno virato in negativo”, annota Fitch ricordando che in tutta l’Eurozona pesano “le basse prospettive di inflazione e l’espansione del programma di acquisto di titoli da parte della Bce”, aumentato da marzo. Il fenomeno non riguarda ormai soltanto i titoli di Stato. Secondo Trademark, chiosa il Ft, ci sono altri 380 miliardi di titoli corporate che rendono meno di zero.

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