Banca d’Italia: Situazione sindacale e alleanze

Si riporta, di seguito, l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Comitato Direttivo Nazionale della Fisac CGIL Banca d’Italia il 16 giugno 2016, riguardante la situazione negoziale e sindacale in Banca d’Italia.

Durante la riunione intersindacale del 6 giugno è maturata la volontà di interrompere l’alleanza con Falbi e Uilca in quanto, a parere delle altre OO.SS., sarebbe venuto meno il necessario rapporto di fiducia.

Un’alleanza che in questi anni, ha prodotto accordi fondamentali per la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici come il nuovo orario di lavoro, la difesa del potere d’acquisto delle nostre retribuzioni, le misure di accompagnamento per coloro che sono rimasti coinvolti nel processo di ristrutturazione della Rete delle Filiali e la riforma del sistema degli inquadramenti.

Tutto ciò in un contesto che è andato via via deteriorandosi a causa dell’atteggiamento sempre più ostile della Banca e di alcune OO.SS. che hanno fatto del populismo e dell’attacco a prescindere alle tre sigle che costituivano il tavolo di maggioranza la loro bandiera.

La libera dialettica delle idee interne alla nostra organizzazione costituisce un patrimonio che ha sempre caratterizzato la nostra sigla; le modalità con cui esternare il dibattito interno alla CGIL trova origine nello statuto del nostro sindacato e, a tal proposito, la riflessione – nei tempi e nelle modalità anch’esse normate – avviata sul rispetto delle regole rappresenta un elemento di autonomia cui nessuno deve interferire. Alla luce di quanto precede, respingiamo le considerazioni dell’organismo direttivo della Falbi che tendono a rappresentare la nostra organizzazione come incapace di esprimere una linea chiara e unitaria.

L’alleanza appena conclusa ha comunque nel corso del tempo mostrato segni di un’usura crescenti in considerazione anche della fase di trasformazione che la Banca d’Italia sta vivendo.

Il nostro agire sindacale deve cambiare passo.

In questa fase la Fisac CGIL deve privilegiare il suo agire confederale; rinchiudersi nello spazio aziendale può sembrare consolatorio e rassicurante ma la difesa reale di chi lavora e lavorerà in Banca d’Italia non può esaurirsi in tale contesto. Anzi. C’è la necessità di ridiscutere un ruolo per questa azienda; un ruolo che deve essere, necessariamente, istituzionale; occorre far comprendere l’importanza della funzione della Banca per la società italiana a dispetto delle logiche imperanti dei tagli e dei risparmi.

Occorre, quindi, affrontare una nuova fase che avrà come momento immediato la chiusura del contratto 2013/15, il rinnovo contrattuale 2016/18, il confronto sulle Filiali STC, la questione FPC e la trattativa sul Servizio Banconote.

Le proposte della Fisac verranno condivise con i colleghi e su queste si cercheranno alleanze con altre sigle sindacali perché come CGIL perseguiremo sempre l’obiettivo dell’unità del fronte sindacale in quanto parte della nostra storia.

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