Banca d’Italia: arbitro bancario e finanziario, se non ora quando?

Nella Relazione sull’attività dell’Arbitro Bancario e Finanziario anno 2015, https://www.arbitrobancariofinanziario.it/pubblicazioni/relazioniAnnuali/relazione-abf-2015.pdf, (la più recente pubblicata), si legge tra l’altro che: “a fronte del continuo incremento dei volumi operativi, i tempi di definizione dei ricorsi si sono allungati (300 giorni, al netto dei ricorsi conclusi con la cessazione della materia del contendere o con la rinuncia da parte del ricorrente), rimanendo superiori ai termini ordinatori previsti dalle disposizioni ABF (105 giorni oltre ai 30 previsti per la comunicazione)”.

La Fisac ha da tempo evidenziato gli eccessivi volumi operativi che gravano sui colleghi impiegati presso le segreterie tecniche dell’”Arbitro”, che determinano quotidianamente carichi di lavoro insostenibili e stressanti ai quali la Banca ha ritenuto, spesso, di far fronte con l’utilizzo di “stagisti” (!).

Dalla lettura dello stralcio della Relazione sopra riportato, inoltre, emerge con forza l’incapacità di rispettare la legge per quanto riguarda i tempi di risposta ai ricorsi presentati.
A tal proposito, questa O.S. ha già richiesto (vedi allegato) la creazione di nuovi uffici ABF e, più in generale, un forte potenziamento di un servizio ad oggi incapace oggettivamente di rispondere alle richieste dell’utenza.

In sintesi, per la Cgil le motivazioni principali per questo problema sono essenzialmente due:
– La crisi economica e del sistema bancario, che ha prodotto una crescita esponenziale delle controversie tra banca e clientela;
– Il (pressoché) contestuale ritiro dal territorio della Banca d’Italia. In proposito, come più volte affermato dal sindacato, lo svolgimento ottimale delle funzioni istituzionali al servizio dell’utenza, specie in momenti di difficoltà economica come quello attuale che si protrae dal 2008, richiederebbe una presenza diffusa della Banca.

Alla luce di quanto precede, la Fisac CGIL ribadisce la necessità di ripensare il modo di stare sul territorio da parte del nostro Istituto, a partire da una diffusione più capillare degli “Arbitri” con annesse segreterie tecniche; è una richiesta che viene dal paese.

Roma, 18 luglio 2016

La Segreteria Nazionale