4 Nuove Banche: è solo questione di prezzo?

Banca d’Italia – Autorità di risoluzione informa che “ Nel rispetto dei termini previsti dalla procedura per la cessione delle good bank, sono pervenute tre offerte economiche impegnative. Le offerte verranno analizzate dagli Advisor. Ulteriori comunicazioni seguiranno all’esito delle valutazioni.”

Nonostante il laconico comunicato del 22 luglio e che le procedure definite obblighino gli stessi soggetti partecipanti a non rilasciare commenti o comunicazioni di sorta, le prime indiscrezioni trapelano alla stampa.

Sono arrivate offerte da due primari Fondi di private equity per il complesso delle 4 Nuove Banche; una offerta per le società di assicurazioni Bap. Le offerte sarebbero  molto inferiori alle previsioni, molto al di sotto gli 1,65 miliardi di euro immessi dal sistema bancario, con anticipazioni garantite da CDP. Rischio di pesanti minus valenze per le banche intervenute.

Ed ecco che si rifà avanti il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi: “ Non svendiamo gli istituti risanati “ (ndr.: agli americani ). “…….Forse ci vorrebbe un po’ più di coraggio e lungimiranza da parte del sistema bancario “, leggiamo in una intervista.

Un vero e proprio thriller finanziario: Vendere o non vendere ai fondi americani ? oppure a chi vendere ?  e a quale prezzo vendere ?

Ma sono le domande giuste ? o meglio, sono solo queste le domande da porsi ?

Oppure la domanda è anche: Il sistema bancario italiano cosa pensa di fare delle 4 Nuove Banche, delle società controllate e partecipate ?

Non staremo qui a rammentare che esistono imprese e famiglie, territori e lavoratori da tenere in conto.

Lo faremo fino in fondo. Occupazione, risparmio e territorio sono per noi strettamente legati.

Constatiamo che si parla soltanto di “ prezzo “ , mai di progetto di rilancio.

Sia chiaro! Non sottovalutiamo la valenza del “ prezzo “ né le potenziali minus valenze per il sistema.

Ma la domanda è sempre la stessa: Nel prezzo il venditore in primis e i potenziali acquirenti cosa  prevedono per le 4 Nuove Banche, per il territorio e per l’occupazione ?

Le 4 Nuove Banche risanate e ripulite da tutti i crediti dubbi, conferiti alla REV a prezzo scontato, sono un investimento. Lo dicono i rendiconti al 1° trimestre 2016 ( * ).

In discussione sono le conseguenze per l’economia reale del Centro Italia e dei territori tradizionalmente presidiati dalle 4 Nuove Banche delle decisioni che saranno assunte.

I “procedimenti aperti, trasparenti, non discriminatori e competitivi” per la vendita cosa prevedono a riguardo ?

Chieti, Ferrara,Arezzo,Jesi, 25  luglio 2016

Le Segreterie degli Organismi sindacali aziendali FISAC/CGIL

Nuova Cassa di Risparmio di Chieti Spa – Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara Spa

Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio Spa – Nuova Banca delle Marche Spa

(*) “…….. Il risanamento delle Good Banks procede ed esse hanno mostrato di poter riprendere appieno il ruolo di motore dell’economia dei propri territori, grazie alla dedizione e professionalità dei circa 6.000 dipendenti, ed alla fiducia rinnovata da oltre 1.000.000 di clienti “.

Al termine del mese di marzo la Raccolta da Clientela, rappresentata dalla somma di conti correnti, depositi, obbligazioni ed altri titoli, assommava a 21,8 miliardi di euro che, se depurata dalla riduzione di 1 miliardo correlata all’azzeramento (da parte di Banca Etruria) del funding di PCT sui mercati collateralizzati, è del tutto in linea con le risultanze di fine dicembre. Tale andamento tra l’altro mostra una buona capacità di attrarre fondi su conti correnti e altri conti di deposito, che hanno totalmente compensato la lieve flessione sulla componente titoli (ridottasi di circa 300 milioni). Crediti a Clienti Il complesso dei finanziamenti verso i clienti ammonta a 18,2 miliardi di euro, con una marginale flessione del 2,26% rispetto al 31 dicembre, pur in presenza delle consistenti nuove erogazioni di cui sopra. Il trend è sostanzialmente analogo per tutte le 4 banche. Questo nonostante il clima ancora incerto della ripresa economica, che non ha favorito nuovi investimenti da parte delle imprese, che rimangono molto caute nel finanziare l’espansione delle capacità produttiva…..”

Domanda. E’ solo questione di prezzo.

Photo by YIM Hafiz