La risposta di Lloyds a Brexit: taglierà 3mila posti di lavoro

MILANO – Lloyds Banking Group ha annunciato che accelererà il piano di taglio dei costi per far fronte al clima economico più incerto e a una probabile picchiata della domanda di finanziamenti a seguito della decisione britannica di abbandonare l’Unione europea.

La maggiore istituzione finanziaria del Regno Unito dedicata all’attività di banca comemrciale ha presentato un piano per risparmiare 400 milioni di sterline entro la fine del prossimo anno. Un piano che passa anche da altri 3mila tagli di personale, oltre a 200 filiali da chiudere. Nei mesi passati, la banca guidata dall’ad Antonio Horta-Osório – alla ricerca di un modo per distribuire ritorni economici agli azionisti e di render profittevole l’attività di erogazione del credito – aveva già annunciato il taglio di circa 4mila posizioni tra i suoi 75mila dipendenti.

Oltre a questi sviluppi, Lloyds ha pubblicato i conti del primo semestre dell’anno. La banca salvata con oltre 20 miliardi di sterline dei contribuenti – durante la crisi finanziaria – è stata anche la prima a uscire allo scoperto dopo il referendum di poco più di un mese fa. Il gruppo ha raddoppiato l’utile netto nel primo semestre e ha confermato che riuscirà a far fronte all’incertezza generata dal divorzio da Bruxelles. L’utile si è attestato a 1,794 miliardi di sterline (2,15 miliardi di euro) contro gli 874 milioni di un anno prima. I ricavi si sono attestati a 8,9 miliardi di sterline, poco sotto il livello del 2015. Quel che preoccupa i mercati sono piuttosto le svalutazioni, che vanno a erodere il buon lavoro fatto sul margine d’interesse e gettano qualche ombra sulla qualità del credito per il futuro.

Photo by Salim Virji

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