Direct Line: terza settimana di sciopero

Le lavoratrici e i lavoratori di Directline – Gruppo MAPFRE, riuniti il 19 agosto in assemblea durante il decimo giorno consecutivo di sciopero con presidio sotto la sede aziendale di Cologno Monzese, hanno deciso e votato all’unanimità la prosecuzione della mobilitazione anche per tutta la prossima settimana con le seguenti modalità: – lunedì 22: sciopero intera giornata per i reparti CALL CENTER SINISTRI e IT (compreso lo sciopero della reperibilità); – martedì 23: sciopero intera giornata per i reparti CALL CENTER ASSISTENZA CLIENTI e BACK OFFICE BUSINESS; – mercoledì 24: sciopero intera giornata per il reparto CALL CENTER VENDITA; – giovedì 25: sciopero intera giornata per l’UFFICIO RECLAMI; – venerdì 26: sciopero intera giornata per TUTTI GLI ALTRI AMMINISTRATIVI; – sabato 27: sciopero intera giornata per i reparti CALL CENTER ASSISTENZA CLIENTI e CALL CENTER VENDITA. Per il CONTACT CENTER le pause da videoterminalisti verranno effettuate ogni 120 minuti esatti, con uscita dall’azienda (secondo le procedure) presso il presidio. Ricordiamo che nessuno può essere obbligato a svolgere attività differenti dalle proprie mansioni (ad esempio supporti ad altri reparti o outbound per gli addetti alla vendita). Si invitano tutti i dipendenti al rispetto rigido di tutte le procedure lavorative. A tutt’oggi, nessuna risposta ė arrivata alle richieste di chiarimento inviate dai dipendenti per poter valutare la proposta di incentivo all’esodo unilaterale dell’azienda. Ci si chiede, in considerazione di questa mancanza a 10 giorni dalla comunicazione degli incentivi e dei tempi strettissimi indicati per l’adesione (15 settembre), se l’obiettivo sia la riuscita del piano o il suo fallimento. L’assemblea ritiene quindi gravissimo e ancora più irresponsabile l’abbandono dell’azienda in una fase così delicata da parte di tutta la dirigenza, capo del personale compreso. Per quanto tempo la nuova proprietà spagnola potrà permettersi di ignorare le lavoratrici e i lavoratori? Le RSA Fisac/CGIL, F.N.A., First/CISL, Uilca/UIL

Comunicato 19 agosto

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