Mps: nell’emergenza si convochi i sindacati e si superino divisioni

By: Christine – All Rights Reserved

“Come Cgil siamo stati il primo sindacato a dire, oltre un anno fa, di ritenere utile e necessario che i vecchi manager venissero mandati a casa, e questo l’abbiamo detto in tempi non sospetti”. Così il generale della Fisac Cgil, Agostino Megale, a proposti di ‘consociativismo’ per quanto riguarda la vicenda Monte Paschi di Siena. Per questo, in merito alla vicenda di Rocca Salimbeni, Magale aggiunge: “Sono convinto che i nuovi manager, come il presidente Profumo o l’ad Viola, siano portatori di capacità e competenze che, pur se ci hanno visti con punti di vista diversi sull’ultimo accordo sindacale, di sicuro non possono che aiutare un processo di risanamento e di rilancio del gruppo”. Il numero uno dei lavoratori del credito della Cgil poi, nel respinge l’accusa di consociativismo con i vertici della banca, afferma: “Per quanto ci riguarda come Cgil abbiamo sempre avuto un’idea di relazioni industriali fondata sul rispetto del ruolo delle parti e noi facciamo un mestiere che è quello del sindacato che tutela i lavoratori e non siamo interessati né a presenze nei Consigli d’Amministrazione né ad alcun consociativismo”. Inoltre, continua, “mi preme sottolineare che non abbiamo scheletri nell’armadio, e per questa ragione sosteniamo la necessità di discontinuità d’innovazione e di cambiamento e vorremmo che questo avvenisse all’insegna di una pari dignità tra le parti perché i problemi da affrontare sono difficili per tutti”. Sull’accordo quadro per la ristrutturazione di Mps, che la Fisac Cgil non ha firmato, il leader sindacale sottolinea che “è vero che non è stato condiviso, in modo particolare sul tema relativo alle esternalizzazioni. Abbiamo avanzato un’idea di difesa dell’occupazione fondata sulla solidarietà e su questo le assemblee, che ad oggi hanno coinvolto quasi 7,000 lavoratori, hanno detto che il 93% di questi è d’accordo con la Cgil. Ma pure a fronte di questo risultato – conclude Megale -, sarebbe necessario e urgente che il top management della banca, convocasse tutti i sindacati, con l’obiettivo di andare oltre questa fase, superare le divisioni e valutare insieme che cosa fare per aiutare il risanamento della banca la ripresa dell’occupazione”.

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