Unipol Banca: valutazioni sulla fusione Unipol-Fonsai

By: Panumas Pattanakajorn – All Rights Reserved

Il Coordinamento Fisac Cgil del Gruppo Bancario Unipol Banca si è riunito in data 23/10/2012 per una valutazione di merito del progetto di integrazione fra il Gruppo Unipol e il Gruppo Fondiaria SAI, con particolare attenzione agli obiettivi stategici del costituendo Gruppo; alle linee guida industriali definite per le società controllate; ai possibili processi organizzativi interni e alle eventuali ricadute sui livelli occupazionali degli organici.
Dalla valutazione e dall’analisi dei dati pubblicati nei documenti ufficiali e negli articoli di stampa si evince che il processo di fusione che – si stabilisce – avrà efficacia a partire dal prossimo 1 gennaio 2013, si configura come ambizioso negli obiettivi produttivi e reddituali e impegnativo sul piano dell’investimento di risorse finanziarie (quelle già stanziate e quelle ulteriormente necessarie).
Ciò che si profila è uno sforzo decisamente sostenuto per il Gruppo Unipol che sarà proficuo solo se il risultato finale sarò quello di addivenire alla realizzazione di una nuova realtà economica nel panorama finanziario italiano ed europeo “più profittevole e con una migliore solidità economica” – come viene affermato – ma soprattutto capace di portare nel mercato elementi di trasparenza e attitudine a muoversi secondo considerazioni diverse da quelle di una pura e semplice massimizzazione dei profitti.
L’auspicio è che la Dirigenza di Gruppo sia orientata a percorrere concretamente questa strada rendendo praticabili e oggettivamente realizzabili gli obiettivi di piano e finalizzando i processi organizzativi alla piena valorizzazione delle risorse umane e finanziarie disponibili.
E’ necessario avere consapevolezza che il rischio di una sfida non vinta può essere, all’opposto, l’assemblaggio di un aggregato economico incapace a trarre benefici da possibili economie di scala perché sommatoria di aziende recanti differenti culture industriali e, per tale ragione, difficilmente riunificabili all’interno di un comune indirizzo strategico.
Unipol Banca potrebbe trovare nel più ampio e diversificato contesto produttivo del costituendo nuovo Gruppo spazi e dimensioni commerciali per un suo concreto rilancio.
Tuttavia, ciò potrà determinarsi solo se si procederà a un ripensamento in termini di qualificazione del suo ruolo e di finalizzazione della sua funzione quale soggetto bancario di riferimento del nuovo Gruppo.
L’occasione è irripetibile.
Ma occorrerà superare le incongruenze attuali identificabili in una mission – quella assegnatale – che risente dell’equivoco, non risolto, tra banca strumentale al comparto assicurativo – ma che, purtroppo, ha trovato una distorta declinazione negli atteggiamenti utilitaristici di una parte della rete agenziale e in una mai rivista diffidenza sulla sua effettiva utilità – e banca di “business”, seppur obbligata a competere con un portafoglio prodotti necessariamente più contenuto rispetto alle omologhe del settore e, per troppo tempo, In aree di credito, quelle del medio-lungo periodo, non conciliabili con la conformazione di banca retail.
L’acquisizione di una rete di potenziali 3.000 agenzie assicurative, che sommata alle attuali con marchio Unipol porterà l’aggregato a circa 4.600 agenzie, a fronte di un bacino complessivo di 14 mln di clienti ripartiti fra le varie aziende del Nuovo Gruppo, dovrebbe presupporre un vincolo di operatività in favore di Unipol Banca.
La contropartita tecnica ed economica la si dovrebbe collocare nella predisposizione di prodotti dedicati e nella ottimizzazione del servizio di consulenza alla rete agenziale. Contestualmente – riteniamo – si dovrebbero finalizzare diversamente gli obiettivi di redditività della banca.
Utili di esercizio tendenzialmente crescenti nel tempo (si ipotizza un risultato attivo di 66 mln di Euro nel 2015) pare non tengano conto dello sforzo compiuto dalla rete commerciale in questi ultimi mesi. Ma soprattutto devono fare i conti, anno per anno, con le elevate quote di svalutazione del contenzioso che inficiano la redditività complessiva di esercizio.
Ben più coerente potrebbe essere l’obiettivo di una redditività finalizzata all’autosostentamento della banca stessa e, quindi, prospetticamente commisurata alla copertura dell’onerosità di esercizio.
Tale condizione, tuttavia, dovrebbe prevedere il sostanziale alleggerimento di tutto o parte del contenzioso storico al fine di ridare economicità alla banca.
Non ci sfugge, ovviamente, che l’allocazione del contenzioso in una società di scopo (“bad bank”) – così come prospettata alcuni mesi fa e poi non realizzata – obbligherebbe il Gruppo ad un ulteriore impegno finanziario o, per lo meno, a uno spostamento del vincolo finanziario dalla banca alla “bad bank”, ma ciò darebbe il senso di voler concretamente perseguire la strada del rilancio produttivo di Unipol Banca.
Il progetto di fusione è stato preceduto in questi mesi da notizie ricorrenti su riduzioni di personale o di mobilità territoriale conseguenti ai processi di integrazione delle reti commerciali, alla riorganizzazione degli asset e quale conseguenza delle azioni di ottimizzazione e razionalizzazione dei costi operativi e di struttura.
La Fisac Cgil si augura invece che l’orientamento del Management di Gruppo sia quello di perseguire una politica di salvaguardia degli attuali livelli occupazionali .
Un obiettivo a favore del quale, come Organizzazione, orienteremo le nostre iniziative e formuleremo le nostre proposte.
A tal proposito è bene chiarire che se, nel prosieguo, avremo conferma della messa in cantiere di azioni che avranno ricadute sui livelli occupazionali, non potremo accettare un coinvolgimento delle Organizzazioni Sindacali interne – e della nostra in particolare – solo in chiave notarile.
La Fisac Cgil intende sottoporre le considerazioni riportate in questo documento alle organizzazioni sindacali del tavolo unitario del Gruppo bancario. L’obiettivo è di poter pervenire a una linea comune e condivisa che sarà materia per la richiesta all’Azienda dell’avvio – congiuntamente alle organizzazioni sindacali del comparto assicurativo – di un confronto ufficiale finalizzato ad ottenere informazioni sulle fasi del processo di fusione.
Coordinamento Fisac Cgil Gruppo Bancario Unipol Banca

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