Direct Line: adesso basta!

Intollerabile e inaccettabile l’ennesimo comunicato di Direct Line, diffuso tra i propri dipendenti il 28/10, in cui l’azienda entra a gamba tesa, in modo improprio e strumentale, sullo stato di mobilitazione, che vede coinvolta l’intera categoria. Mobilitazione, ricordiamo a Direct Line, proclamata dalle Segreterie Nazionali scriventi  dopo la rottura delle trattative per il rinnovo del CCNL  ANIA,  a cui peraltro Direct Line partecipa a pieno titolo nella delegazione.

Da una parte Direct Line, sul piano nazionale, non pare favorire un rapido  rinnovo del CCNL nell’ interesse dell’ intero sistema; dall’ altra, sul piano aziendale, ricatta i lavoratori affermando che il contratto integrativo aziendale (che l’azienda ha disdettato con effetto 30/11/2016) non potrà essere applicato per mancata disponibilità  del sindacato a sedersi al tavolo perchè in stato di mobilitazione.

Le RSA di Direct Line non si sono mai sottratte al confronto, anche nei momenti più aspri e difficili! Ricordiamo, comunque, che sia in sede nazionale che nelle aziende i contratti, una volta scaduti e disdettati, continuano ad essere applicati sino al loro rinnovo.

Ci spiacerebbe che Direct Line si volesse distinguere anche su questo, alimentando una conflittualità di cui l’azienda non ha sicuramente bisogno.

Direct Line ha bisogno di stabilità, di crescita ed il personale è l’elemento chiave per lo sviluppo complessivo dell’azienda.

Ricordiamo ancora a Direct Line che lo stato di mobilitazione è stato proclamato per rinnovare il CCNL, scaduto da oltre tre anni, che riguarda più di 40.000 lavoratori.

Nel rinnovo del CCNL ci poniamo l’obiettivo di coniugare diritti, occupazione ed economico con elementi di adeguamento ai profondi cambiamenti del settore.

Le lavoratrici ed i lavoratori di Direct Line e le RSA, a cui confermiamo il nostro pieno sostegno e solidarietà, non rimarranno vittime di queste posizioni ottuse, strumentali e miopi.

Direct Line pensa forse di poter uscire dal difficile momento attuale, di cui non sono certamente responsabili le lavoratrici e lavoratori, con una strategia che non preveda coinvolgimento e condivisione dei lavoratori e sindacato a tutti i livelli? E’ questa la sua idea di relazioni industriali avanzate?

Riteniamo opportuno che l’azienda, nell’interesse generale, pensi ed attui un repentino cambiamento di impostazione da parte della Direzione del Personale,  più coerente con il sistema di relazioni sindacali che da sempre caratterizza il settore assicurativo e più positivo con il personale, che deve sentirsi attratto dall’azienda e non respinto.

Il sindacato, con il coinvolgimento ed il sostegno dei lavoratori e il peso politico di cui dispone, difenderà il CCNL, il Cia di Direct Line ed il positivo sistema di relazioni industriali che caratterizza il settore.

Milano 28 ottobre 2016

Le Segreterie Nazionali

Scarica il comunicato della Segreteria Nazionale

A seguire il comunicato delle RSA: a seguito della vergognosa e strumentale comunicazione aziendale del 28/10/16 in merito al blocco delle relazioni industriali nel settore assicurativo che vuole scaricare sulle RSA responsabilità che sono solo in capo all’azienda, vi precisiamo che:

  1. l’azienda ha disdettato unilateralmente il contratto integrativo aziendale con effetto dal 30/11/2016, se non avesse compiuto un atto così grave avremmo, come normalmente avviene, trattato il rinnovo in ultra attività del contratto vigente, senza subire il ricatto di tempi imposti dalla dirigenza;
  2. durante le trattative dell’articolo 16, che tutti ricordiamo perfettamente, si erano raggiunti punti di accordo anche sul rinnovo del CIA e l’azienda unilateralmente ha dichiarato – il famoso 08 agosto – la chiusura unilaterale delle procedure di confronto sindacale, dando avvio al piano di incentivi unilaterale e impedendo di fatto che si trovasse una soluzione al CIA;
  3. il 9 settembre c’è stato un incontro in ANIA tra le Segreterie Nazionali e l’azienda e di seguito, in data 13/09, in ANIA a Milano tra azienda, RSA e Segreterie Nazionali, durante detti incontri l’azienda ha comunicato l’andamento del piano incentivi e l’intenzione di esternalizzare le attività di contact center, proposta immediatamente rigettata dal sindacato. Al termine di quell’incontro le parti avevano concordato di riaggiornarsi con la massima urgenza, sempre in sede ANIA, alla fine del mese, dopo le conciliazioni che sarebbero terminate entro il 28/09;
  4. ANIA e azienda hanno proposto al sindacato le date di fine ottobre, alla faccia dell’urgenza!!

Sarebbe facile da parte nostra dire che non ci troveremmo in questa situazione se l’azienda:

  •   non avesse disdettato il contratto integrativo e tutti gli accordi in essere;
  •   non avesse rotto il tavolo ad agosto;

avesse rispettato i tempi che lei stessa si era data per incontrare in sede ANIA RSA e Segreterie Nazionali alla fine di settembre massimo inizio ottobre (inutile sottolineare come anche in questo caso l’azienda dica delle cose e ne faccia altre!)

Inoltre troviamo assolutamente scorretto da parte dell’azienda dichiarare “l’assenza dell’interlocutore sindacale disposto a negoziare e dell’impossibilità, quindi, di ridiscutere il suddetto CIA entro il termine della sua scadenza“ e quindi decidere, ancora una volta unilateralmente, “la regolamentazione eventualmente applicabile ai rapporti di lavoro del proprio personale dipendente non dirigente”, questo perché l’azienda potrebbe tranquillamente – se lo volesse – prorogare la scadenza, che lei stessa ha determinato, fino all’ipotesi di rinnovo concordata con le RSA come normalmente avviene in assenza di disdetta unilaterale.

A questo punto sono le scriventi RSA a richiedere il rispetto del CCNL sia in tema di riorganizzazione, alla luce delle 174 conciliazioni avvenute, visto quanto sta avvenendo in azienda con lo spostamento di colleghi ad altre mansioni e la formazione su sinistri di personale di altre aree che possono determinare fungibilità ad oggi non prevista dal CCNL, come anche per quanto riguarda attività di outbound, supporti di personale call center alle aree amministrative e per finire la continua negazione di ferie e permessi.

Ribadiamo, laddove ce ne fosse bisogno, che le RSA non si sono mai sottratte al confronto e lo hanno dimostrato con i fatti, a differenza della dirigenza di quest’azienda che spasmodicamente richiede l’intervento della propria associazione datoriale e delle Segreterie Nazionali, nel bieco tentativo di esautorare le RSA dal proprio ruolo di rappresentanza, peraltro senza riuscirci minimamente.

Prendiamo atto che questa dirigenza vuole sottoporre ad un ennesimo ricatto le lavoratrici e i lavoratori e instaurare un regime autoritario che escluda le rappresentanze sindacali (che rappresentano le istanze dei lavoratori) per avere mano libera nella gestione unilaterale dei rapporti di lavoro.

Non abbiamo nessuna intenzione di sottostare a questi ricatti!!!

Cologno Monzese, 28/10/2016

Le RSA
Fisac/Cgil,F.N.A., First/Cisl, Uilca

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