4 Nuove Banche: quali garanzie per i territori, le famiglie e le imprese, i lavoratori ? Oggi più di ieri è l’ora delle risposte.

Migliaia di persone “sfollate” senza una prospettiva per il futuro. La terra che continua a tremare in grande parte del Centro Italia. Paura e disagio di chi rischia di perdere casa e lavoro.

L’economia di quei territori in ginocchio. In questo quadro drammatico parlare della vendita delle 4 nuove banche parrebbe fuori luogo.

Non è così. Le condizioni della vendita restano decisive, determinanti per i territori coinvolti, per la loro economia.

Oggi più di ieri, nell’esprimere solidarietà alle popolazioni colpite dal sisma, ribadiamo che le condizioni della vendita sono dirimenti per le piccole e medie imprese, dirimenti per le famiglie, dirimenti per l’occupazione.

A chi dichiara di volere creare valore per gli azionisti diciamo che bisogna creare valore per tutti i soggetti coinvolti e dimostrare concretamente responsabilità sociale d’impresa.

A cominciare dalle 4 Nuove Banche, risanate e ricapitalizzate a novembre 2015. Azzerato l’avviamento, ripuliti drasticamente ( e ulteriormente )  i crediti, imposti i modelli dell’acquirente, avuta certezza delle agevolazioni fiscali decise dal Governo, resta da chiedersi:

C’è un piano di impresa ? O si intende privilegiare soltanto il proprio posizionamento di mercato nei territori interessati ? Si è valutato con attenzione l’impatto sui territori, sull’offerta e sui prezzi della concentrazione geografica e di prodotto ? C’è un progetto per le 4 Nuove Banche ? Come si intende gestire i crediti passati in sofferenza ?

Oggi ancora più di ieri le condizioni per la cessione delle 4 Nuove Banche incideranno sulla valutazione complessiva dei provvedimenti del 22 novembre 2015 e su quelli successivamente adottati per supportare il sistema e il finanziamento dello “ schema volontario “ del Fondo interbancario di tutela dei depositanti.

Bocciate le proposte di fondi di private equity esteri per l’esiguità e per i contenuti dell’offerta, 3 Nuove Banche paiono destinate a restare di proprietà italiana. Per la quarta si è in attesa dell’esito delle trattative.

“ ….Il primo test, e auspicabilmente anche l’ultimo, di una procedura di risoluzione non può concludersi negativamente e, comunque, non lo sarà per responsabilità italiana”.

Siamo d’accordo ma troviamo ripetitivo e auto assolutorio che, more solito, le responsabilità vengano sempre riferite ad altri, ieri la Commissione UE, oggi la BCE.

Era stato dichiarato che la cessione sarebbe avvenuta con  “ procedimenti aperti, trasparenti, non discriminatori e competitivi ”.

Nel rispetto della “ riservatezza “ richiesta, finora è solo dalla stampa che lavoratori e clientela, Istituzioni locali e imprese possono attingere notizie.

E’ ora che chi vende e chi compra prendano in considerazione gli interessi e le esigenze di tutti gli “stakeholder”, aprendosi con trasparenza al confronto.

Come dice un vecchio detto non si pensi “di fare le nozze coi fichi secchi”, magari chiedendo ulteriori drastiche riduzioni dell’occupazione e dei trattamenti economici e normativi dei lavoratori.

Occupazione, tutela del risparmio non speculativo, attenzione all’economia del territorio:  sono le garanzie che chiediamo per tutte e quattro le Nuove Banche.

Chieti, Ferrara, Arezzo, Jesi, lì 2 novembre 2016

Le Segreterie degli Organismi sindacali aziendali FISAC/CGIL

Nuova Cassa di Risparmio di Chieti Spa – Nuova Cassa di Risparmio di Ferrara Spa

Nuova Banca dell’Etruria e del Lazio Spa – Nuova Banca delle Marche Spa

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