Unipol Banca: firmato l’accordo sul Vap

By: forwardstl – All Rights Reserved
Nella giornata odierna è stato raggiunto, dopo una lunga e complessa trattativa, l’accordo per l’erogazione a tutti i lavoratori di Unipol Banca e delle società del Gruppo Bancario (Leasing, Merchant, Nettuno Fiduciaria, SGR e Unicard) del premio aziendale VAP relativo all’esercizio 2011.
Dopo la revisione delle strategie industriali del Gruppo Bancario lo scorso mese di ottobre, era necessario rivedere le previsioni dell’Art. 1 del nostro Contratto Integrativo, segnatamente i criteri di calcolo del VAP 2011, criteri ora assolutamente inadeguati al quadro economico complessivo ed alle nuove politiche industriali adottate. Doveva essere riconosciuto l’impegno e la produttività dei lavoratori, mai venuti meno, confermati dai buoni risultati commerciali in termini di incremento della raccolta diretta e di miglioramento del “gap” tra raccolta da clientela terza ed impieghi, in un momento congiunturale estremamente difficile.
L’accordo sottoscritto prevede la corresponsione, con la busta paga del mese di luglio 2012, dei seguenti importi:

[table cols=”Inquadramento, Importo Lordo” data=”2A2L,772,2A3L,803,3A1L,855,3A2L,902,3A3L,956,3A4L, 1.027,QD1,1.172,QD2,1.246,QD3,1.395,QD4,1.647″][/table]

Trattandosi di somme che verranno erogate a fronte di incremento della produttività aziendale, per i lavoratori con reddito imponibile IRPEF 2011 inferiore ad Euro 30.000,00 l’accordo prevede, come da normativa fiscale, che tali importi siano assoggettati ad imposizione IRPEF nella misura ridotta del 10%.
In un contesto complessivo di incertezza e di grande difficoltà attuale del nostro settore, valutiamo positivamente l’accordo raggiunto con l’azienda, perché garantisce a tutti il giusto riconoscimento per il lavoro svolto e per l’impegno profuso.
Nella stessa sede è stato inoltre sottoscritto un altro importantissimo accordo, fortemente voluto dalle organizzazioni sindacali (che lo hanno caldeggiato all’azienda sin dal 2010) e che sino ad ora non era stato possibile concretizzare a fronte di una (sin qui) non spiegabile posizione di “rigidità” dell’azienda e della capogruppo. Tale accordo prevede, a partire da oggi e sino al 31/12/2012 – si tratta infatti di accordi da ripetere eventualmente anno per anno – il riconoscimento dell’agevolazione fiscale prevista (imposizione IRPEF in misura ridotta) su somme erogate a titolo di: lavoro straordinario, lavoro supplementare, indennità di turno, indennità di reperibilità ed intervento, ore confluite in banca ore (se monetizzate a seguito di cessazione del rapporto di lavoro), compenso per prestazioni svolte in giorno di riposo settimanale o di domenica o di giornata festiva infrasettimanale, compenso per prestazioni svolte oltre le 5 ore in caso di giornata semifestiva. Le previsioni sono applicabili in caso di reddito imponibile IRPEF individuale annuo inferiore ad Euro 30.000,00 (nell’anno 2011) ed il limite di importo totale annuo assoggettabile ad imposta ridotta (nell’anno 2012) di Euro 2.500,00 pro capite.
Crediamo che si tratti di un accordo molto significativo, sia in termini concreti (effettiva e immediata riduzione della pressione fiscale) che “politici” (riconoscimento dell’istanza delle Organizzazioni Sindacali e della effettiva qualità e produttività del lavoro svolto dal personale).
Dobbiamo infine rilevare, purtroppo con grande disappunto, come l’azienda non abbia inteso cogliere se non solo molto parzialmente (e a nostro giudizio in misura insufficiente) le proposte da noi avanzate in materia di condizioni al personale.
Siamo ben consapevoli, ed è bene che anche tutti i colleghi lo abbiano presente, che le condizioni al personale non sono oggetto di demando alla trattativa con il sindacato; ciò non di meno, preso atto della volontà da parte della banca di modificare in peggio le condizioni applicate ai dipendenti alla luce delle attuali condizioni del mercato (in particolare in materia di mutui ipotecari e chirografari), le scriventi organizzazioni avevano avanzato alcune proposte che – pur tenendo in considerazione il contesto – avrebbero sensibilmente mitigato l’impatto delle modifiche senza per questo mancare di cogliere la necessità, per parte aziendale, di una revisione.
L’atteggiamento aziendale, che pur in assenza di demando contrattuale ha sempre cercato di andare oltre la semplice “informativa” al sindacato, si è dimostrato in questo ambito molto diverso. Ce ne rammarichiamo, convinti che qualcosa di meglio si sarebbe potuto fare – con poco sforzo – per mitigare gli impatti di una crisi che pesa anche su tutti noi.

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