Fvg: Credito, Sos Cgil: «La Regione apra Stati generali del comparto»

Non solo l’emergenza esuberi nel settore bancario, con centinaia di posti a rischio anche in regione, ma anche i tanti nodi irrisolti nel rapporto tra istituti di credito, risparmiatori e imprese, su tutti i rimborsi ai piccoli azionisti e la perdurante stretta nei finanziamenti al sistema produttivo, senza dimenticare i problemi di Friulia e Mediocredito e i loro riflessi attuali e futuri sia sui conti della Regione che sul sostegno al sistema delle imprese. Questi i temi sui quali la Cgil Fvg sollecita un confronto a 360 gradi tra Regione, banche, sindacati, associazione e istituzioni locali. A farlo il segretario generale Villiam Pezzetta e Mattia Grion, numero uno regionale della Fisac, la categoria che rappresenta i lavoratori del credito e delle assicurazioni, che ciedono un tavolo permanente tra tutti gli stakeholder del comparto: «Una sorta di Stati generali del credito e della finanza pubblica –spiegano Pezzetta e Grion a margine del direttivo regionale della Fisac, riunitosi a Udine– da non intendere come un evento singolo, ma come un laboratorio aperto per individuare soluzioni innovative capaci di invertire la tendenza, di ricostruire un clima di fiducia reciproca tra banche, lavoratori, cittadini e imprese, contribuendo a far ripartire il volano degli investimenti».

La preoccupazione, ribadisce la Cgil, non riguarda soltanto i riflessi immediati sui lavoratori del credito maggiormente toccati dalla crisi, come i dipendenti Hypo Bank e quelli dei gruppi sui quali si annunciano le ristrutturazioni più dolorose, come Popolare Vicenza, Veneto Banca e Mps. «Nonostante le iniezioni record di liquidità operate dalla Bce – rimarcano ancora Pezzetta e Grion – gli effetti delle sofferenze sono ancora pesantissimi e perdura il corto circuito che ha impedito di alimentare il credito e gli investimenti delle imprese. Un quadro che non risparmia le finanziarie pubbliche della nostra Regione, il cui ruolo di sostegno al sistema produttivo è uscito pesantemente ridimensionato dalla crisi, con una contrazione degli impieghi che rende ancora più difficile la strada verso un ritorno all’utile o quantomeno al pareggio di bilancio». Ecco perché è indispensabile, per la Cgil, accelerare sulle sinergie tra finanziarie pubbliche – compreso il sistema dei Confidi – e gruppi privati, superando l’impasse che sta rallentando il “matrimonio” tra Mediocredito e Bcc.

Coinvolto a pieno titolo nel confronto, per la Cgil, anche il comparto assicurativo, a partire da quei gruppi, su tutti Generali, «la cui presenza riveste un’importanza basilare per il tessuto economico del Fvg e in particolare del capoluogo, guardando non soltanto al ruolo storico del comparto assicurativo a Trieste, ma anche a un presente e a un futuro prossimo che vedono schiudersi per il porto nuove e importanti prospettive di sviluppo».

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