Riforma Credito Cooperativo, scrive Banca d’Italia: tempi stretti e progetti concreti

ADS TESTATA BCC.pdfBANCA D’ITALIA SCRIVE TRAMITE LE SUE FILIALI AGLI ATTORI DEL SISTEMA DEL CREDITO COOPERATIVO, INVITANDOLI A TEMPI STRETTI ED A PROGETTI CONCRETI

I tempi per l’attuazione della riforma del Credito Cooperativo saranno anche quelli della Legge ma per Banca d’Italia le necessità di concretezza e coerenza sono inderogabili.

Infatti nei primi giorni del 2017 la “Direzione del Dipartimento Vigilanza Bancaria e Finanziaria – Servizio Supervisione Bancaria” della Banca d’Italia, con comunicazione ai Capi delle Filiali, da inoltrare successivamente a tutti gli attori del Credito Cooperativo, “chiede” di dare corpo alla riforma del Credito Cooperativo, in tempi brevi e in coerenza con i principi di banche solidali e a mutualità prevalente.

In tale comunicazione la Banca d’Italia invita:

  • gli intermediari che intendono assumere il ruolo di capogruppo a darne comunicazione entro il mese di gennaio 2017 sia alla stessa Banca d’Italia che all’intero sistema delle BCC;
  • le BCC interessate dalla Riforma a deliberare in occasione dell’approvazione del bilancio 2016 a quale gruppo intendono aderire, e darne comunicazione sia alla rispettiva capogruppo sia alla Banca d’Italia entro i successivi 10 giorni;
  • a non ritardare le operazioni di concentrazioni, qualora esse risultino necessarie al fine di rafforzare la stabilità delle singole BCC e del sistema del credito cooperativo nel suo complesso e riafferma il principio e la necessità “di un’azione concertata in cui gli interessi dei singoli si coniughino con quelli della categoria, in nome del dovere di solidarietà tra le banche a mutualità prevalente che ispira la stessa legge”.

La Banca d’Italia inoltre precisa che:

  • la comunicazione prevista entro il mese di gennaio 2017 per gli intermediari che si candidano a svolgere il ruolo di capogruppo deve essere accompagnata da un piano che illustri nel dettaglio le azioni che le stesse potenziali capogruppo intendono intraprendere per assicurare il rispetto, in un arco di tempo definito e contenuto, di tutti i requisiti, sia di patrimonio netto sia di altro tipo, richiesti dalla normativa ai fini dell’assunzione di tale ruolo;
  • le candidate capogruppo dovranno prestare la massima attenzione alla definizione delle condizioni di ammissione delle singole BCC. Tali condizioni “devono risultare ancorate a criteri non discriminatori in linea con il principio di solidarietà tra le banche cooperative a mutualità prevalente”;
  • l’adesione al gruppo da parte delle singole Banche di Credito Cooperativo non potrà certamente essere acquisita assicurando alle stesse un trattamento più favorevole come ad esempio in termini di più ampi margini di autonomia gestionale;
  • ai progetti delle candidate capogruppo saranno applicati criteri di valutazione omogenei.

Sicuramente un’importate accelerazione ed un richiamo a concretezza quello che “propone” la Banca d’Italia con la sua comunicazione.

Così come appare ben chiaro che viene ribadito, in maniera inequivocabile, quanto già affermato in precedenti occasioni dall’organo di vigilanza circa la possibilità di costituire più capogruppo a condizione che i progetti siano coerenti ai principi del sistema del credito cooperativo, siano proposte non selettive e omogenee, complessivamente strutturati e ben patrimonializzati; da realizzare prima dei tempi dettati dalla riforma stessa. Il richiamo ad accelerare e concludere, tempestivamente, i necessari processi aggregativi, conferma infatti che lo stato complessivo del sistema non consentirà di utilizzare tutto il periodo previsto dalla legge di riforma per la definizione della nuova struttura del sistema del credito cooperativo.

Come FISAC CGIL riaffermiamo, quanto sempre rappresentato, la necessità che tutti gli attori del sistema cooperativo accolgano in modo coerente e produttivo le ” esortazioni ” della Banca d’Italia e procedano in tempi brevi e in nome del dovere di solidarietà tra banche a mutualità prevalente a ricercare le soluzioni migliori per tutti gli operatori e soprattutto per i 37.000 lavoratori del credito cooperativo.

In tale contesto il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro rappresenta, a nostro avviso, un fondamentale e non più differibile elemento per la realizzazione di una riforma che affermi i valori della solidarietà, della unicità e della coesione di sistema, anche a difesa dei livelli occupazionali, della professionalità e del reddito delle lavoratrici e dei lavoratori e li veda, nel contempo, indispensabili protagonisti della stessa.

Roma lì 07 gennaio 2017

Il Coordinamento Nazionale FISAC CGIL Credito Cooperativo

 

 Vai al sito della Banca d’Italia per leggere la comunicazione

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