Enria (Eba) chiede una bad bank europea per le sofferenze

da repubblica.it – MILANO – Mentre Danièle Nouy, la signora della Vigilanza Bce sulle banche dell’Eurozona, dice che gli istituti italiani non hanno fatto ancora abbastanza per risolvere il problema delle sofferenze, un italiano alla guida dell’Autorità bancaria europea (Andrea Enria, presidente dell’Eba), invoca una società di gestione a livello europeo, una vera e propria ‘bad bank’, che possa affrontare la massa di 1000 miliardi di euro crediti deteriorati (Npl) aggregata degli istituti del Vecchio Continente.

E’ quanto sottolinea nelle slides di presentazione a una conferenza in Lussemburgo. Secondo Enria questo soggetto non annullerebbe le regole del bail in ma acquisterebbe i crediti al valore di mercato creando però una massa critica e reperendo fondi privati sul mercato.

In particolare, secondo la proposta dell’Eba, la bad bank riuscirebbe a sanare quelli che sono definiti fallimenti del mercato: il mancato incentivo delle banche a cedere i crediti in perdita, l’asimmetria fra compratore e acquirente, oltre che creare una trasparenza sui prezzi.

Le banche si legge nelle slides di Enria, trasferirebbero i crediti alla bad bank al loro valore di mercato e la differenza fra gli attuali prezzi di mercato e il valore reale potrebbe essere teoricamente esente dall’aiuto di stato e coperta, ad interim, dalla stessa Bad bank e da investitori privati. Nel caso la bad bank non riuscisse poi a cedere questi crediti in un tempo fissato (per esempio tre anni) allora le banche dovrebbero riprendersi questi Npl e assorbire in toto le perdite facendo scattare la ricapitalizzazione preventiva dei singoli stati membri. Misura accompagnata quindi dal bail in con perdite sugli azionisti. Non ci sarebbe così una mutualizzazione dei rischi sugli altri stati dell’Unione e si rispetterebbero le regole e le risoluzioni sugli aiuti di Stato.

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