Banca Nuova, fuori dalla palude

Non decidere è anche un modo per decidere ma l’incertezza non ci piace. Ne siamo sempre stati convinti ed oggi lo siamo ancor di più dopo aver letto la newsletter n° 7/17 di Banca d’Italia sui tassi di recupero delle sofferenze bancarie. “…Le Autorità di vigilanza… devono valutare attentamente la validità delle strategie delle singole aziende ed individuare le misure di intervento più appropriate in relazione alla situazione del singolo intermediario, nella consapevolezza che l’adozione generalizzata di politiche di rapido smobilizzo degli NPLs si tradurrebbe in un trasferimento di valore dalle banche in favore degli investitori attivi su questo mercato”.

Cosa dice Banca d’Italia? Ma avete pensato a gestire questa massa di valore economico che vi ritrovate nei bilanci piuttosto che consegnarlo a spregiudicati investitori? E’ una domanda lecita! Rafforzata ancor più dall’analisi dei dati di Banca d’Italia riferiti al periodo 2006/2015:

  • Tassi di recupero delle posizioni chiuse mediante cessione sul mercato : 23% contro il 47% delle posizioni chiuse in via ordinaria. Risultato -24%;
  • Tassi di recupero dei crediti assistiti da garanzie reali : 36% contro 55%. Risultato -19%;
  • Tasso medio di recupero crediti in sofferenza : 43% che oscilla tra un valore minimo del 34% ed un massimo del 49%; dato rimasto costante dall’avvio della crisi (2008).

Il quadro riportato è sufficientemente chiaro ed evidenzia come cedere gli NPLs al mercato sia un affare solo per le società che ne acquisiscono gli stock. Tale considerazione viene ancor più rafforzata dall’analisi dei dati del biennio 2014/2015 che, in presenza di un incremento delle cessioni, fa registrare una significativa diminuzione del tasso globale di recupero.

I dati sono incontrovertibili ed utilizzandoli per Banca Nuova si rileva che il recupero “domestico” risulterebbe di gran lunga superiore rispetto ad un’eventuale vendita degli NPLs ad investitori privati.

Come si fa a massimizzare il valore degli NPLs? Elevando l’efficienza interna di gestione e di recupero dei crediti deteriorati trovando il giusto mix tra: gestione in house, esternalizzazione a service e cessioni sul mercato. Queste azioni cosa consentono? L’incremento degli attivi del nostro istituto che non si spoglia di un valore certo senza ripercussioni sul bilancio. La creazione di specifiche unità operative dedicate alla gestione degli NPLs con utilizzo di risorse interne a salvaguardia dei livelli occupazionali.

L’efficienza del modello prospettato va accolto come un ulteriore strumento messo a disposizione di tutti gli attori in causa. Ciascuno è chiamato a fare la sua parte. Il sindacato mette a fattor comune questa piattaforma nell’auspicio che azienda e politica inizino a valutarla come meritevole di approfondimento.

All’azienda non mancano di certo le competenze per verificare la bontà e l’applicabilità di queste proposte mentre alle istituzioni politiche, della regione Sicilia e della regione Calabria, chiediamo di non continuare a brillare per immobilismo.

14 febbraio 2017

Le Segreterie di Coordinamento Aziendali

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