Isgs Napoli: investire in risorse, percorsi professionali e formazione

I risultati conseguiti dalla Direzione Recupero Crediti, che gestisce la parte preponderante degli attivi della Capital Light Bank, sono stati oggetto di tanti recenti apprezzamenti, apparsi anche sulla stampa nazionale, da parte del CEO Carlo Messina, il quale ha evidenziato come i risultati siano figli della riorganizzazione della Direzione avvenuta nel 2015, che ha puntato in maniera decisa sulle proprie strutture interne riducendo l’attività di Italfondiario, service storico di Banca Intesa, alla sola gestione di un portafoglio chiuso.

Grazie a tale capacità di gestione, e nonostante gli accresciuti volumi di sofferenze dovuti alla crisi economica, Intesa Sanpaolo è l’unico gruppo italiano al quale la BCE non ha chiesto di effettuare grandi operazioni di cessione di crediti.

Alla riorganizzazione, infatti, non è seguito alcun significativo investimento in termini di nuove risorse, di incentivi e di attività formativa, e i risultati positivi sono da ricondurre esclusivamente allo straordinario impegno da parte del personale esistente.

In alcune strutture, dove il carico di pratiche per gestore è elevatissimo (quale ad esempio il Presidio Small Ticket di Napoli), l’attività non è più gestibile con provvedimenti tampone quali il ricorso al lavoro straordinario o a Task Force di colleghi sottratti temporaneamente alla Rete oppure a provvedimenti che incidono negativamente sulla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.

Allo stato attuale non vi è alcuna indicazione di dettaglio da parte dell’azienda su argomenti quali il rafforzamento degli organici (sembrerebbe anzi che le selezioni in corso a livello nazionale escludano dal potenziamento dell’organico il polo di Napoli che, invece, riteniamo debba vedersi assegnato un numero consistente di assunzioni) o il sistema premiante (attribuzione di seniority adeguate, bonus e promozioni – che invece hanno interessato altre Strutture come la Capital Light Bank, DSI, DSO –), che sia la BCE che la Banca d’Italia ritengono fattori chiave per incentivare lo smaltimento dei crediti a sofferenza.

Tutto quanto premesso, chiediamo con forza all’Azienda di adottare soluzioni strutturali quali:

  • deciso ed immediato incremento di risorse per le Strutture campane sia in considerazione di quanto statuito – per le aree disagiate – nel Protocollo per lo sviluppo sostenibile appena siglato e sia per ripristinare il corretto equilibrio tra i tempi di vita e di lavoro (tanto caro all’Azienda);
  • istituzione di percorsi professionali e/o avanzamenti di carriera che tengano conto della professionalità insita nelle mansioni svolte, così come attivato per altre Strutture di Centrale;
  • erogazione di formazione adeguata alla specificità e delicatezza delle mansioni svolte.

Napoli 16 febbraio 2017

LE SEGRETERIE RSA – FABI – FISAC – SINFUB – UGL – UNISIN ISGS Napoli

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