Comunicato stampa Dipartimento Mezzogiorno Fisac CGIL 29 mar 2017

Il GRUPPO INTESA SANPAOLO VENDE LA CAPPELLA DEL MONTE DI PIETA’ A NAPOLI: SILENZIO ASSORDANTE DI TUTTI

Lascia tristemente stupefatti la vicenda di Palazzo Carafa e dell’annessa Cappella del Monte di Pietà di via San Biagio dei Librai a Napoli, ricca di opere d’arte, che Intesa Sanpaolo, proprietaria del Banco di Napoli, ha messo in vendita su un portale annunci come fosse un palazzotto qualunque.

Intesa Sanpaolo non solo ha disatteso finora l’impegno di dare vita a un vero Polo museale napoletano, ma ha purtroppo mostrato la hybris di chi pensa di poter fare qualsiasi cosa e in qualsiasi modo, in una volontà di messa a reddito selvaggia anche di pezzi d’arte e di storia che un’azienda di un Paese civile mai si sognerebbe di alienare in maniera così brutale.

E’ chiaro che le responsabilità sono innanzitutto istituzionali: cosa dice il Ministero dei beni e delle attività culturali, tra l’altro già impegnato di suo a svuotare le Soprintendenze e a valorizzare solo i musei che danno qualche reddito mentre abbandona i siti meno famosi e gran parte del patrimonio artistico minore, specie al Sud?

E il Sindaco di Napoli, il Presidente della Regione Campania che cosa hanno da dire? Assistono indolenti e impotenti a un atto di tale gravità? Hanno provato a immaginare le conseguenze, per fare solo degli esempi, se a Torino la Banca avesse messo in vendita Palazzo Turinetti su piazza San Carlo o a Milano Gallerie d’italia su piazza della Scala?

Il Dipartimento Mezzogiorno della Fisac CGIL sollecita il gruppo Intesa Sanpaolo a definire al meglio i suoi obiettivi nel Sud, che non possono non contenere caratteri di alta e qualificata utilità per il territorio, e si aspetta che le istituzioni locali svolgano il ruolo che loro compete: essere espressione dei diritti e dei bisogni primari, quali sono anche quelli culturali,  di una comunità che mantiene a cuore la propria dignità in ogni momento.

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