Riverberi: cosa chiediamo alla politica

By: Fred Facker – All Rights Reserved

Oggi intervenendo, in questa sede, sull’argomento finanza e banche, vorrei evitare il rischio di parlare di corda in casa dell’impiccato. Pertanto non dirò nulla su Monte dei Paschi di Siena, non dirò nulla sulle vicende della BNL e dei furbetti del quartierino, nulla su Ponzellini e la Banca Popolare di Milano, naturalmente nulla su CrediEuroNord (per chi non se lo ricordasse era la Banca della Lega) e nulla su Fiorani e la Banca Popolare di Lodi, nulla sull’ex governatore della Banca d’Italia Fazio, e mi fermo qui perché altrimenti rischierei che il mio intervento sia solo un lungo elenco di scandali, che nel corso degli anni hanno visto penalizzata solo una parte: il consumatore ed i lavoratori che in queste aziende ci hanno messo, e ci mettono, la faccia. Alla politica in generale, ed ai politici più sensibili e disponibili al dialogo con la CGIL, credo che si debbano chiedere essenzialmente due cose. La prima è che escano dalla gestione, più o meno diretta, delle Fondazioni Bancarie che di fatto controllano molte delle banche italiane e questo non per un malcelato senso di antipolitica, ma proprio perché crediamo nella politica e crediamo che il suo compito principale sia quello, e veniamo al secondo punto fondamentale, di scrivere nuove regole per evitare, o per lo meno per rendere più difficile, che nel prossimo futuro si replichi la crisi che a partire dal 2008 ha colpito prima il mondo della finanza, ma si è trasferita in breve nel mondo reale investendo pesantemente famiglie e lavoratori. É evidente, che questi temi, vanno al di là, non solo del confine provinciale, ma anche di quello nazionale, però è fondamentale mettere fine alla bufala, che tanti disastri ha creato ed alla quale anche molti di noi hanno creduto, che il mitico “mercato” sia in grado di auto regolamentarsi e che se i ricchi saranno più ricchi anche i poveri ne beneficeranno. Perciò è necessario, che a tutti i livelli, i nostri rappresentanti siano coscienti che rendere più trasparente il settore della finanza è fondamentale se si vuole iniziare a cambiare questo Paese. Permettetemi di citare : [quote by=”Leonardo Becchetti, docente di Economia e Presidente del Comitato Etico di Banca Etica”]Il sistema ideale di cui avremmo bisogno dovrebbe prevedere banche di dimensioni più piccole, maggiore attenzione al ruolo delle banche locali, separazione tra banche commerciali ed attività di compravendita di strumenti finanziari, regolamentazione e tassazione delle attività speculative al fine di depotenziare l’enorme rischio del sistema finanziario che grava sulle nostre teste. Inoltre è arrivato il momento di stringere la cinghia sul problema dell’elusione fiscale per evitare di continuare a vivere in un’economia globale fatta di ricchezza senza confini e nazioni senza ricchezza.

[/quote]Non credo che ci siano parole migliori per spiegare cosa chiediamo alla politica. Non credo che sia facile da realizzare, ma prima o poi dovremo iniziare a fare qualcosa se vogliamo mantenere la fiducia di chi cerchiamo di rappresentare. Prima o poi dovremo fare qualcosa se vogliamo che in futuro non ci siano più truffatori come Mussari o Fiorani. Prima o poi dovremo fare qualcosa se non vogliamo più vedere i conti dei nostri comuni in grosse difficoltà perché in questi anni, in maniera più o meno consapevole, chi li ha amministrati è stato abbagliato dal miraggio dei derivati. Ludovico Reverberi Segretario Generale

Back to top button