Banco di Napoli: per chi suona la campana

Che la chiusura di qualche filiale fosse nell’aria si sapeva, quello che lascia ancora una volta basiti è l’irrazionalità della scelta, operata a di stanza da burocrati che non conoscono il territorio. Anni fa, appena avevamo avuto notizia dell’apertura di una agenzia in una zona della città, ne avevamo denunciato l’insensatezza e
infatti la filiale venne chiusa dopo due o tre anni con lo spreco di migliaia di euro investiti in un progetto fallimentare.
E di altri esempi ne avremmo.
Oggi non ci aspettiamo certo che un comunicato faccia cambiare idea all’azienda e non pretendiamo di essere coinvolti in certe scelte: siamo però convinti che ci sono diverse professionalità che conoscono il territorio e che andrebbero ascoltate. In un momento in cui i fitti sono in forte calo e solo i cinesi prendono in locazione negozi, interventi di razionalizzazione delle Filiali se ne potrebbero fare. Ma forse la parola “razionalizzazione” non è quella che muove certe scelte: spingere masse di clientela che non rinuncia a venire in banca verso il centro congestionato di una città dove è impossibile trovare parcheggi porterà i clienti ad adattarsi alla nuova filiale o a cambiare banca?

Per alcuni clienti questo sarebbe il terzo cambiamento di filiale in pochi anni!
Ma la preoccupazione più grande riguarda l’idea stessa di voler fare a Reggio Calabria una filiale new concept, un modello che ci mette quasi paura se pensiamo ai nostri clienti. La Filiale che ospiterà il nuovo modello continua a registrare grande affluenza di pubblico che raggiunge picchi elevatissimi nel fine mese in quanto sono accentrati i pagamenti delle cambiali di tutta la piazza (si, le cambiali avete letto bene, esistono ancora e questo indica che non siamo a Milano) con le difficoltà operative ancora irrisolte del nuovo sportello.
Immaginare di applicare qui il modello dei salottini… sì, ci vuole molta immaginazione!
Che il mondo cambi e la banca cambi va bene, ma accelerare certe scelte in piazze problematiche ci sembra troppo. Poiché abbiamo la presunzione di conoscere la nostra città e le sue dinamiche, di fronte a scelte che non riusciamo a comprendere ci viene da pensare che l’interesse che si persegue non sia la crescita del territorio e, alla tristezza di sapere che la campana suonerà per una filiale che ha una storia e una clientela peculiarissima, si aggiunge lo sconforto di pensare che tutto questo non è molto sensato.

Anche di questo parleremo con i lavoratori nell’assemblea per il rinnovo della nostra RSA prevista per fine mese.

Reggio Calabria, 15/5/2017

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