Megale e Poletti: Politiche di Conciliazione e Welfare Aziendale

Politiche di Conciliazione e Welfare Aziendale , l’argomento del Convegno tenutosi nel pomeriggio di oggi presso Palazzo Wedekind a Roma,  in cui tra le illustrazioni di diverse esperienze di welfare  aziendale quali FCA , Cimbali e Generali Assicurazioni è intervenuto , nell’ambito della tavola rotonda alla presenza del Ministro del Lavoro Poletti,  il Segretario Generale della Fisac Cgil Agostino Megale, sottolineando non solo l’importanza sempre crescente delle politiche di welfare nelle realtà aziendali, che non devono essere considerate sostitutive ma sempre integrative del sistema nazionale, che rappresentano sicuramente un enorme valore aggiunto in termini di benessere e tutela della condizione dei lavoratori. A proposito della conciliazione tempi di vita e di lavoro, lavoro di cura va sottolineata l’importanza degli accordi realizzati in categoria ma anche la necessità di proseguire una vera e propria campagna di educazione culturale sui temi della parità di genere della pari dignità non solo nei luoghi di lavoro ma in tutti gli ambiti a partire dalla quotidianità familiare.

L’apprezzamento tra i lavoratori e le lavoratrici degli accordi sul Welfare anche laddove si tratta di scegliere volontariamente sono tra i più condivisi. Ciò non toglie che a 15 anni di distanza dall’introduzione della detassazione sul salario di produttività del secondo livello, oggi ampliata con il limite della decontribuzione e fino alla detassazione totale sul welfare concordato, va evidenziato che:

  • In questi 15 anni la contrattazione di secondo livello dal 30% delle imprese coinvolte si è ridotta al 20%
  • La linea della crescita della produttività si è mantenuta invariata per tutto il periodo. Conseguenza di ciò si è allargato il differenziale con Germania e Francia di 25/28 punti e si è ridotta la capacità di redistribuire ricchezza nel nostro Paese
  • E’ cresciuta una nuova diseguaglianza sul welfare che richiama un’esigenza di rafforzare la solidarietà nei territori mettendo in condizione anche le lavoratrici e i lavoratori delle piccole imprese e delle partite IVA di poterne usufruire.

Il Segretario Generale nell’evidenziare il forte valore a livello sistemico  che oggi riveste l’inclusione nel mondo del lavoro dei giovani e delle donne, ha così lanciato la sua proposta per un nuovo “patto generazionale di genere” in cui governo, imprese e parti sociali cooperano per l’inclusione di questi soggetti , donne e giovani – tendenzialmente con più difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro,  in modo tale da rilanciare il paese nei suoi punti oggi più critici: l’occupazione e la produttività. Per questo serve un piano straordinario per il lavoro ai giovani e alle donne che dia una speranza per il futuro.

Del resto ha sottolineato Megale incidere con una simile operazione sulla percentuale di disoccupazione oggi assolutamente fuori parametro porterebbe significativi benefici in termini di aumento del PIL e di progetto Paese.

 

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