Incontro su Banconote o primo incontro sulla riforma delle Carriere Operative?

Si è svolto ieri, 26 settembre, l’incontro con la Banca sulla riorganizzazione del Servizio Banconote.

Poco di nuovo rispetto all’incontro del luglio scorso, almeno sulle questioni più spinose, come la ferma volontà della Banca di mantenere l’orario su 4 giorni con oltre 9 ore giornaliere di lavoro e l’eliminazione dei turni.

In un contesto così complesso e a tinte fosche per i Colleghi del Servizio, ha sorpreso negativamente la presentazione da parte dell’Amministrazione di alcune proposte, di base, relativamente alla riforma della carriera operativa (Clicca e cfr. pag 10 delle slides).

Forse il destino dei lavoratori di Ban è già passato in secondo piano?

Più in dettaglio, il quadro presentato oggi dalla Banca prevede complessivamente una riforma fotocopia dell’accordo della carriera direttiva con tanto di livelli e segmenti già prospettati.

A voler pensar male, futuri giochi sulle percentuali di avanzamento di livello e di segmento saranno tra le principale fonti di risparmio per ridurre il “costo del biglietto”.

Ritornando all’argomento “ufficiale” dell’incontro, c’è da dire che il grande timore della Fisac-CGIL resta che l’efficientamento della produzione di banconote non abbia lo scopo di mantenere la funzione all’interno della Banca ma quello di avviare un processo di progressiva esternalizzazione. Peraltro, le “rassicurazioni” forniteci prontamente di fronte a tale osservazione non fanno altro che aumentare la preoccupazione, riprendendo l’ormai consueto ritornello del “non chiudiamo/non esternalizziamo… per ora” (per BAN il “per ora” pare corrispondere al 2022).

La controparte ha ribadito le proprie intenzioni volte a riorganizzare e razionalizzare le lavorazioni con lo scopo di ridurre il costo di produzione del biglietto, che ad oggi non risulterebbe competitivo con quello delle stamperie delle altre BCN, sia “in house” che private.

Le linee di intervento comprendono: una riforma radicale dell’assetto giuridico della parte facente capo alla produzione dei biglietti; una riduzione degli organici e degli addetti alle macchine (stampa e taglio) e una rimodulazione della produzione giornaliera in base agli addetti alla macchina con eliminazione della scala gerarchica funzionale (tutti fanno tutto); l’eliminazione della figura apicale del profilo Tecnico-Operativo (Capo Officina); la riduzione del 1° livello economico del profilo Tecnico-Operativo, con assunzioni in un livello economico di ingresso nuovo e più basso dell’attuale.

La Banca ha anche esplicitato in maniera più analitica la proposta di introdurre un premio di produzione per tutto il personale incentrato su tre tranche. La delegazione aziendale non ha fugato il dubbio della Fisac-CGIL sulla corresponsione dell’efficienza aziendale in futuro anche per gli addetti della nuova “fabbrica”. L’eventuale mancata corresponsione dell’efficienza aziendale, tra l’altro, segnalerebbe ancor più la volontà di esternalizzare la Fabbrica, a cominciare dall’introduzione di un contratto di lavoro diverso dal resto della Banca.

Le misure prospettate su capitoli importanti della vita lavorativa dei Colleghi del Servizio BAN sono pesantissime. Orario di lavoro giornaliero, aspetti organizzativi ed economici, devono trovare una considerazione e un impatto diverso e meno penalizzante.

Le soluzioni prospettate avranno una ricaduta negativa non solo per gli addetti ma anche per le loro famiglie e per la vita sociale di un’intera comunità.

Da questa trattativa devono uscire “certezze” e non i soliti “vedremo” a cui la Banca ci ha abituato.

Sarà una trattativa dura; per questo chiediamo ai lavoratori la massima attenzione e collaborazione. Allo stesso tempo chiediamo che su questo delicato argomento si possa raggiungere un’intesa tra tutte le Sigle Sindacali.

Roma, 27 settembre 2017

La Segreteria Nazionale

 

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