Anpal: 600 lavoratori in attesa

articolo tratto da www.rassegna.it

17 ottobre 2017

Braccia incrociate e manifestazione a Roma, davanti alla sede nazionale dell’Agenzia. Cgil: “Seicento lavoratori attendono da luglio di essere contrattualizzati. Basta con i rimbalzi di responsabilità e con l’alibi dei percorsi burocratici”

“Seicento lavoratori di Anpal, a causa dell’inspiegabile ritardo nell’iter di avvio della nuova programmazione 2017-2020 e contrattualizzazione, attendono da luglio di tornare a lavoro”. A denunciare la situazione è la Cgil nazionale, annunciando che sarà “al loro fianco” nello sciopero indetto per oggi (martedì 17 ottobre) dei dipendenti dell’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (società vigilata dal ministero del Lavoro). In occasione dello stop si tiene anche un presidio: l’appuntamento è a Roma, alle ore 14.30 davanti alla sede nazionale (in via Fornovo 8).

“Basta con i rimbalzi delle responsabilità e con l’alibi di percorsi burocratici e oscuri riferimenti normativi”, prosegue la Confederazione. “Contrattualizzare subito i circa seicento operatori già selezionati da Anpal Servizi, e dare operatività alla delibera del cda dell’Agenzia, da cui sono passati più di tre mesi”. La Cgil spiega, in conclusione, che “tali ritardi, oltre a far sì che l’azienda sia bloccata e non produttiva, determinano lo stallo delle trattative per il rinnovo contrattuale, dei percorsi di stabilizzazione e dei diversi accordi sindacali”.

Sulla vicenda si sono anche espressi venerdì 13 ottobre Fisac e Nidil Cgil, First e Felsa Cisl, Uilca e Uiltemp Uil. Nel comunicato i sindacati rilevano che “seicento persone, attendono di tornare al lavoro, facendo risparmiare al sistema i costi di ammortizzatori sociali, utilizzando così, con molto ritardo, i soldi della programmazione europea (Fse Pon Spao)”. Sottolineano, altresì, che “grazie alla lentezza delle ‘decisioni operative’, l’azienda è nelle condizioni di non poter essere produttiva e il capitale umano che vi opera è parcheggiato in attesa che succeda qualcosa”.

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