Non ci siamo n. 2

Il 24 u.s. si è svolto il previsto incontro con la Banca con all’ordine del giorno la riorganizzazione del Servizio Banconote e l’introduzione di un trattamento economico in favore del personale addetto al cantiere di Via delle Quattro Fontane.

Le proposte della Banca sul Servizio Banconote hanno riguardato gli aspetti economici, organizzativi e normativi e, come è ormai prassi, ci sono state consegnate delle “slides” (leggi).

Il filo conduttore della proposta della Banca ormai è noto: ridurre i costi.

Ridurre gli addetti al Servizio, ridurre i livelli mansionistici, ridurre, a regime, i livelli economici ma, anche, aumentare la flessibilità organizzativa, aumentare la discrezionalità sulla compagine lavorativa, aumentare le differenze economiche tra gli addetti agli stessi settori/reparti (nonostante svolgano le stesse mansioni), diluire nel tempo gli avanzamenti economici.

Questo è il quadro di riferimento che la Banca intende imporre al Sindacato pena la non competività dello stabilimento.

La Fisac CGIL, ovviamente, non intende soggiacere al “ricatto” sopra espresso e intende impostare una trattativa libera da pregiudiziali.

Non intendiamo, quindi, dare per scontato tutto quello che la Banca ha proposto in tema di organizzazione del lavoro e, soprattutto, non riteniamo affatto scontato lo scenario attuale e il quadro sul futuro dello stabilimento che la Banca dipinge.

Per la parte economica, la Banca ha proposto che gli importi dei compensi per turno e macchina percepiti nel 2017 vengano “congelati” e erogati per cinque anni nonostante la “turnazione” venga eliminata dal 1° gennaio 2018, che venga eliminato il compenso per gli addetti alle macchine e ai comprensori e istituito per “tutti gli addetti al Servizio”  un compenso di produzione di circa € 1.700 lordi annui pro capite.

L’Istituto propone, inoltre, incentivi economici per gli esodi sulla falsariga di quelli attuati nelle precedenti operazioni di ridimensionamento della Banca d’Italia; incentivi da erogare per chi maturi il diritto alla pensione entro il 31/12/2025, a cui aggiungere, una tantum, “una somma pari a 1,5 anni di quanto percepito nel 2017 per compensi a titolo di turni e macchina”; per chi, invece, maturi la pensione successivamente al 31/12/2020, alla somma una tantum di cui sopra si aggiungerebbe “un importo, commisurato ai mesi mancanti alla maturazione del diritto a pensione, entro il limite di ulteriori due anni”.

A fronte di tutto ciò, la Banca propone che per le future, ipotetiche, assunzioni sia prevista per i neo-lavoratori una decurtazione del salario di circa il 30%.

A parte ogni altra considerazione, è facilmente comprensibile come l’introduzione di una differenziazione, per ora salariale, abbia l’effetto di mettere in discussione, in prospettiva, l’intero impianto economico e normativo su cui si basa il rapporto tra lavoratore e azienda per tutti coloro che lavorano in Banca d’Italia. 

Oltre a questo, la Fisac CGIL ritiene che le proposte della Banca presentino tante incognite per il segmento profilo tecnico-operativo: un percorso in carriera e economico diverso e più penalizzante, una espulsione massiccia delle professionalità specifiche del settore “stampa del biglietto”, l’introduzione di più flessibilità organizzativa e gestionale sulle spalle di chi rimane e di chi entrerà in futuro, uno scambio palesemente antisociale tra chi esce con un congruo  zainetto economico e chi entra a condizioni notevolmente  peggiori.

 

Cantiere Via delle Quattro Fontane

Dopo ben due anni dall’apertura del cantiere siamo, finalmente, riusciti a portare al tavolo delle trattative la problematica in essere.

La Banca, ha proposto un importo economico di 8 euro giornalieri per il disagio dei Colleghi che operano in un ambiente che ricalca un cantiere “non ordinario” e che presenta, come denunciato da tempo sia dalla Fisac CGIL che da altre OO.SS., notevoli disagi e rischi per la salute e la sicurezza in capo ai lavoratori della Banca assegnati a quel sito.

La Fisac CGIL respinge con forza la dichiarazione della controparte per cui l’importo sarà dato a valere dal giorno dell’eventuale accordo e ha richiesto che siano conteggiati anche gli arretrati dal novembre 2015 periodo nel quale l’edificio è stato consegnato all’impresa esecutrice dei lavori e periodo dal quale i Colleghi hanno iniziato a subire il disagio.

 

Roma, 25 ottobre 2017

 

La Segreteria Nazionale

Back to top button