Sciopero ICBPI: comunicato stampa

Dopo mesi di vani tentativi di stabilire efficaci e moderne relazioni industriali nel Gruppo ICBPI, i Sindacati tornano ad alzare la voce.

“Siamo davanti ad una totale e sostanziale carenza di vere relazioni sindacali” tuonano i rappresentanti di Fabi, First/Cisl, Fisac/Cgil, Uilca e Unisin.

“In considerazione della portata dei mutamenti che hanno investito e continuano ad investire il Gruppo e dei dichiarati ambiziosi obiettivi della proprietà, mancano le premesse per un vero confronto che abbia al centro certamente i risultati aziendali ma anche la tutela dei diritti e della professionalità dei lavoratori” afferma Maurizio Gemelli, Delegato nazionale della First/Cisl.

“I motivi alla base dello sciopero vanno dalle confermate intenzioni di cedere rami d’azienda che compromettono l’integrità del Gruppo come Banca di Sistema al mancato rispetto di impegni assunti nel recente accordo dell’aprile 2017, in particolare sulla mobilità e la riconversione professionale infra-gruppo fino alla assenza di risposte concrete sulla difesa dell’integrità territoriale e il mantenimento delle sedi di lavoro, soprattutto per le sedi del Call Centre” ricordano Massimo Pizzi, Delegato nazionale della Fisac/Cgil e Gianluca Passerini, Segretario nazionale Unisin.

“Inoltre abbiamo registrato la volontà del Management di gestire tutte le problematiche relative alla Società di Call Centre con un approccio unilaterale e non concordato sia per quanto riguarda gli orari di lavoro sia per quanto riguarda il continuo ricorso alle esternalizzazioni che mettono a rischio, insieme all’uso indiscriminato delle consulenze esterne, i livelli occupazionali” evidenzia Roberto Biccari, Delegato nazionale di Uilca.

“Senza dimenticare che l’acquisizione, fatta da una cordata italo-americana di Fondi di private equity, ha utilizzato il Leveraged BuyOut (LBO), uno strumento tipicamente speculativo di finanza strutturata che indebita, in questo caso molto pesantemente, la società acquisita. Per rimborsare questo debito, è tipico utilizzare gli utili futuri, ma anche il ricavato da scorpori, cessioni di rami aziendali o la vendita di intere società del Gruppo. Ecco perché a fianco di operazioni finanziarie strutturate, come questa autorizzata sul Gruppo ICBPI, sarebbe fondamentale mantenere aperti tavoli di relazioni industriali per prevenire o comunque gestire al meglio eventuali ripercussioni negative sui dipendenti. Mentre su questo, ad oggi, la delegazione Aziendale ha dichiarato una preoccupante e decisa chiusura” ricorda Sergio Castoldi, Delegato Fabi

07 Novembre 2017

Le RR.SS.AA. del Gruppo Icbpi
Fabi-First Cisl-Fisac Cgil-Uilca-Unisin

– scarica il comunicato stampa