La Cgil non firma cambiali in bianco alla Banca

Il 18 dicembre scorso il primo tavolo, composto da Falbi e Sibc, ha firmato gli accordi sulla riorganizzazione del Servizio BAN, sull’efficienza aziendale, Lump Sum e sul cantiere di Via Delle Quattro Fontane.
La Fisac Cgil non ha firmato nessuno di questi accordi, e per una ragione ben precisa:

LA CGIL NON FIRMA CAMBIALI IN BIANCO ALLA BANCA

L’accordo sulla riorganizzazione di BAN non è stato altro che la codificazione di tutti i desiderata della Banca, senza garanzie per i Colleghi, presenti e futuri, addetti a quel Servizio.

Durante la trattativa abbiamo avanzato proposte e rappresentato perplessità alla Banca: quanto all’orario di lavoro, abbiamo dimostrato – dati alla mano – che era possibile raggiungere gli stessi obiettivi di efficienza che la Banca si proponeva anche con una settimana lavorativa di 37 ore e mezza su cinque giorni, dunque con un orario che avrebbe consentito ai Colleghi di BAN di continuare a vivere una vita “normale”.

A fronte della proposta Banca di creare un nuovo grado di Operaio di III junior, evidentemente penalizzato sotto il profilo stipendiale e di AIS, e che – lo ripetiamo per l’ennesima volta – rappresenterà il “cavallo di Troia” per creare una analoga figura nella Carriera Operativa, abbiamo preteso dalla Banca rassicurazioni sui numeri delle future assunzioni. La semplice “manifestazione di intenti”, relativa a predeterminate percentuali di assunzioni in relazione alle uscite, è per definizione una dichiarazione non vincolante, che non garantisce di bilanciare con adeguato numero di assunzioni la negatività dell’introduzione di un grado meno tutelante.

Abbiamo chiesto alla Banca di limitare la flessibilità mansionistica che veniva richiesta ai Colleghi.

Abbiamo contestato la dichiarazione della Banca contenente le rassicurazioni sul futuro di BAN in quanto prive di significato concreto, se non addirittura peggiorative delle prospettive future, dato che si accetta di rimettere in discussione uno status acquisito dal Lavoratore assunto dopo aver vinto un concorso pubblico.

La Banca non ha risposto a nessuna delle nostre richieste ed è anzi andata dritta per la sua strada, consapevole di avere la certezza di una firma, da parte del primo tavolo, dell’accordo che desiderava, come lo desiderava, ed in tempi rapidissimi, per chiudere prima di Natale.
Al tempo stesso siamo stati attaccati dai sindacati di maggioranza, secondo i quali saremmo rei di non capire la grandezza e i vantaggi dell’accordo di oggi.

Vogliamo tranquillizzare i sindacati del primo tavolo: il senso dell’accordo di oggi l’abbiamo capito benissimo. Per fare un accordo di così basso livello, che lascia totale mano libera alla Banca, che non tutela i Colleghi di BAN se non con qualche mancia, non ci vuole un grande talento sindacale: poteva farlo chiunque.

La differenza è che NOI NON LO ABBIAMO VOLUTO E NON LO  ABBIAMO FIRMATO.

Falbi e Sibc, invece, hanno siglato un accordo che, prevedendo l’eliminazione del Capo Officina e l’ingresso dell’Operaio di III junior, di fatto comprime verso il basso la progressione economica del profilo Tecnico-Operativo.

Nella stessa direzione va la nuova figura del così detto “Team leader”, scelto giorno per giorno e remunerato con la favolosa somma di 1 € lordo al dì.

Con questi accordi il livello di sicurezza degli addetti ai centri di produzione sarà inferiore, in quanto da una parte si aumenta l’orario giornaliero di funzionamento degli impianti e dall’altra si riduce il numero dei componenti degli equipaggi.

Con un colpo di spugna ed una “trattativa ad oltranza” durata addirittura 3-4 ore, si cancellano decenni di lotte sindacali in relazione ai livelli di sicurezza del biglietto (per quanto riguarda l’accesso al comprensorio) e professionalità: dal 1° marzo 2018 gli addetti al Servizio Banconote saranno tutti Lavoratori “indistinti”, senza storie professionali e senza diritti.

Per quanto riguarda gli accordi su efficienza aziendale, Lump Sum e del cantiere di Via Delle Quattro Fontane, la Banca ha deciso di inserirli tutti nello stesso testo.

Considerato che la nostra sigla non ha firmato l’accordo sulla Lump Sum perché profondamente ingiusto e sbagliato, abbiamo chiesto di firmare i soli accordi su efficienza aziendale e del cantiere di Via delle Quattro Fontane (il cui accostamento alla efficienza aziendale, peraltro, è semplicemente ridicolo) e non quello con cui si destina una quota dell’efficienza aziendale alla Lump Sum.

A tale richiesta la Delegazione aziendale ha opposto un secco “no”, volendo, evidentemente, forzarci la mano.

Si può facilmente immaginare il contenuto dei futuri volantini del tavolo di maggioranza: da un lato ci racconteranno che viviamo nel migliore dei mondi possibili, che a BAN non si è mai stati così bene e che la Lump Sum ci assicurerà un futuro radioso; dall’altro lato, c’è da scommetterci, attaccheranno la Fisac Cgil perché “critica rispetto agli accordi”, “in malafede”, “votata all’esclusione” e tutto il repertorio.

Francamente, poco ci interessa.

Noi continueremo a dire come stanno le cose: a dire “Il re è nudo”.

Roma, 20 dicembre 2017

La Segreteria Nazionale della Fisac CGIL Banca d’Italia

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