Fisac CGIL Intesa Sanpaolo sul nuovo piano industriale

Il Direttivo FISAC-CGIL del Gruppo Intesa Sanpaolo, riunito a Roma nei giorni 19 e 20 febbraio 2018, valuta positivamente il Protocollo sottoscritto il 21.12.2017 in merito all’ampliamento delle uscite volontarie e alle ulteriori nuove assunzioni.

Anche attraverso questo accordo il Piano di Impresa 2018-2021 non prevede tensioni occupazionali.

Il Piano prevede obiettivi estremamente ambiziosi, a partire da una consistente crescita degli utili, da raggiungere nonostante la rilevante riduzione del personale.

Il Direttivo FISAC CGIL esprime la preoccupazione che le iniziative individuate dall’Azienda per tale incremento degli utili, tra le quali la cessione dei crediti deteriorati, il taglio dei costi, la crescita dei ricavi e la digitalizzazione, possano comportare pesanti ricadute negative sulle lavoratrici e sui lavoratori del Gruppo.

Il Direttivo FISAC CGIL rivendica pertanto un forte e costante coinvolgimento e confronto sindacale su tutti i processi di realizzazione del Piano stesso, affinché il più volte ribadito valore delle “persone” nel raggiungimento dei risultati si concretizzi in un adeguato riconoscimento economico e professionale e in un miglioramento delle condizioni di lavoro e di benessere psico-fisico.

Gli ambiziosi obiettivi di redditività del Gruppo impongono una robusta rivendicazione salariale, attraverso la contrattazione del Premio di Piano (nuovo “Lecoip”) e del Premio Variabile di Risultato che, in una logica acquisitiva, riequilibri la distribuzione verso il PVR, riduca le diseguaglianze e aumenti le forme di utilizzo del “conto sociale”.

Il Piano prevede lo sviluppo di molteplici sistemi incentivanti, in particolare nei “nuovi mestieri”: questo non può tradursi in un incremento della discrezionalità aziendale ma deve comportare lo spostamento del montante retributivo verso il salario contrattato e un correlato ampliamento del perimetro negoziale.

La digitalizzazione impone di considerare la formazione come un fattore chiave per impedire la marginalizzazione di quote di personale; questi fenomeni devono avvenire con caratteristiche inclusive e aggreganti, in modo da garantire a tutti i medesimi diritti. Questi processi richiedono un mirato confronto sulla formazione, che deve essere resa realmente fruibile in orario di lavoro e garantita a tutti, inclusi i programmi per i “Talenti” e la cosiddetta “Scuola dei Capi”.

L’annunciata semplificazione societaria, se da una parte risponde alle rivendicazioni sindacali di riduzione dei Consigli di Amministrazione e dei loro costi, dall’altra non deve in alcun modo trasformarsi in penalizzazioni per i lavoratori in termini di mobilità professionale e territoriale. Pertanto le specificità professionali espresse vanno salvaguardate e valorizzate e gli insediamenti territoriali di attività non solo vanno difesi ma, anzi, favoriti.

Rispetto al progetto sui Non Performing Loans (NPL), il Direttivo FISAC CGIL ribadisce la totale contrarietà a processi di esternalizzazione e chiede con forza che l’Azienda faccia chiarezza nel più breve tempo possibile sui contenuti e sulla natura dell’operazione, consentendo di capire, innanzitutto, se si tratti di un progetto industriale o di una mera operazione finanziaria.

In ogni caso, l’applicazione del CCNL Credito per tutto il personale coinvolto è il primo e irrinunciabile obiettivo sindacale; ma rappresenta solo la base di partenza per una possibile trattativa.

Inoltre:

  • nel Recupero Crediti, dove è rilevante la presenza di personale giovane, va garantita la massima sicurezza per il futuro, sia in termini occupazionali che in termini di crescita professionale, con la totale invarianza dei trattamenti economici, normativi e di welfare in essere;
  • i siti produttivi sono concentrati in prevalenza nelle zone più disagiate del Paese e rappresentano un baluardo contro la desertificazione produttiva: vanno quindi salvaguardati, nella loro attuale distribuzione territoriale, per garantire contemporaneamente tutela occupazionale individuale e difesa dei territori.

Dopo 10 anni di crisi, la situazione economica delle famiglie e delle imprese del Paese non può reggere metodi di recupero del credito diversi da quelli adottati fino ad oggi dagli operatori Bancari, sottoposti a rigidi vincoli di normativa e di sorveglianza e culturalmente orientati alla sostenibilità nel tempo dell’azione di recupero; Intesa Sanpaolo dovrà dare garanzie sociali anche in tal senso.

Richiediamo all’Azienda un analogo vincolo alla responsabilità sociale in tema di appalti, coerentemente alle azioni intraprese sul tema dalla CGIL.

Occorre infine una forte azione sindacale per contrastare le pressioni commerciali che possono ulteriormente aumentare a seguito dell’applicazione del nuovo Piano d’Impresa.

Per la Fisac Cgil l’aumento della redditività non deve essere perseguito attraverso il vecchio schema del taglio dei costi e dell’incremento delle pressioni commerciali, che non incentiverebbero certo il coinvolgimento dei lavoratori nel raggiungimento degli obiettivi.

Il Piano di lavoro della Fisac Cgil per il quadriennio 2018-2021 ha quattro direttrici fondamentali, da perseguire anche nell’ambito del rinnovo del Contratto di 2° livello:

  • tutela dell’occupazione, con attenzione particolare al Mezzogiorno e ai territori con maggiori problemi occupazionali,
  • miglioramento delle condizioni di lavoro e tutela dei diritti, in una logica di valorizzazione professionale e di conciliazione dei tempi di vita e lavoro,
  • redistribuzione del valore aggiunto prodotto, con un adeguato incremento del salario di produttività, nella logica di riduzione delle disuguaglianze,
  • potenziamento del welfare di Gruppo, in un’ottica di miglioramento delle condizioni di vita e del benessere psico-fisico delle lavoratrici e dei lavoratori di tutto il Gruppo.
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