BCC Fondo Pensione Nazionale: Conflitto d’interessi, la genesi di grandi problemi!

Cattura 3Tale Documento, rappresenta uno strumento descrittivo delle modalità con le quali il Fondo Pensione gestisce i conflitti di interesse. Una volta adottato, il Documento doveva essere trasmesso tempestivamente alla Covip. Inoltre, tempo per tempo, devono essere segnalate eventuali situazioni in conflitto d’interesse, anche solo potenziale che possano recare pregiudizio agli aderenti, unitamente alle valutazioni effettuate in relazione alle stesse.

Ci risulterebbe che il FPN abbia correttamente adottato tutto quanto previsto dalla legge, ma non facendo parte degli organi che gestiscono attualmente il FPN come noto, e non essendo stato pubblicato tale documento a differenza di altri Fondi Pensione, non ci è dato di conoscerne i contenuti.

Possiamo però sicuramente affermare che, in virtù di un Regolamento elettorale che non consente agli aderenti di scegliere direttamente e democraticamente i propri rappresentanti nell’Assemblea dei Delegati, oggi due organizzazioni sindacali (FABI e UILCA) che rappresentano poco oltre il 40% degli aderenti al FPN e non la maggioranza assoluta come ci é capitato di leggere, esprimono 16 delegati su 30, cioè la maggioranza dell’Assemblea stessa che consente loro di ricoprire tutti gli incarichi di amministrazione e controllo oltre ai ruoli tecnici.

Constatiamo inoltre, che nella “governance” del FPN insistono commistioni improprie tra funzioni di gestione e di controllo oltre al fatto che esponenti apicali del FPN rivestono incarichi nei Comitati consultivi/Advisory Board di molte Società, le quali gestiscono quegli investimenti rischiosi, poco liquidi e non trasparenti che caratterizzano la gestione diretta, come si evince chiaramente dalla tabella che segue:

Immagine tabella

Recita l’ABC del conflitto d’interesse: “Si verifica una situazione di conflitto d’interesse ogni qual volta un soggetto al quale compete una decisione per conto di un altro, si trova condizionato dai propri interessi rispetto a quelli del soggetto per cui svolge la sua funzione.”

Inoltre il D.M. 703/1996 detta una disciplina dei conflitti d’interesse incentrata principalmente sui conflitti relativi alla gestione finanziaria. La ragione a tutela degli interessi di lungo periodo del risparmio previdenziale ci pare evidente!

Spetterebbe al Responsabile del Fondo vigilare e tenere informata la Covip circa le operazioni in conflitto d’interesse, nonché l’adozione di prassi operative idonee a scongiurare tali circostanze per la tutela gli aderenti.

Ma, nel caso in cui, come purtroppo accade nel FPN, un consigliere di amministrazione ricopre nello stesso Fondo il ruolo di Responsabile, nonché quello di link auditor ed inoltre ha incarichi in 2 advisor board di fondi di Private Equity e Private Debt in cui investe il Fondo Pensione nella sua gestione diretta, chi vigila sulla presenza o meno di conflitti di interesse?

Appare singolare, che quantomeno dal 2001 in poi, la composizione dei CdA del Fondo Pensione registri la presenza costante e quasi ininterrotta (salvo il tempo utile per poter ripartire con i mandati ai sensi delle norme vigenti) degli stessi due componenti di espressione sindacale.

Non è certamente un indicatore di “buona salute”, quando il ricambio e l’alternanza sono contrastati e impediti: anzi!

 

Perché qualcosa possa cambiare, perché il groviglio di conflitti d’interesse, che minaccia di soffocare le nostre economie allenti la sua presa, deve accadere qualcosa su un piano diverso, che forse in questo senso, sì, è quello dell’etica individuale e collettiva” (Guido Rossi giurista e avvocato italiano da “Il conflitto epidemico”, Adelphi)

LE RAGIONI DELLA LISTA 1 SONO PIU’ ATTUALI CHE MAI.

IL FONDO PENSIONE DEVE ESSERE RESTITUITO AI LAVORATORI E CONTINUEREMO A BATTERCI PER QUESTO OBIETTIVO.

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