BCC: CEDECRA il 21 aprile inizia lo stato di agitazione dei lavoratori

Il 21 aprile inizia lo stato di agitazione di Cedecra (Società informatica in Emilia Romagna).

Dal 21 Aprile al 20 maggio p.v. inizia lo sciopero degli straordinari, di ogni prestazione supplementare e delle reperibilità.

Il fine delle RRSSAA delle lavoratrici e dei lavoratori è quello di avere risposte certe sul futuro Aziendale.

Di seguito la lettera aperta delle RSA CEDECRA

alle Colleghe/ai Colleghi
del Credito Cooperativo
Cedecra è una società di servizi del Credito Cooperativo. Una delle oltre 50, fra enti soci e società collegate,
che affollano l’Annuario Enti e Società del sito istituzionale del Movimento.
Cedecra lavora in primis come full-outsourcer per le Banche dell’Emilia-Romagna, ma fornisce altresì una
serie di servizi anche al di là dei confini della regione, quali Bancomat, rete interbancaria, VoIP e altri. Nessuno
ha mai sollevato dubbi sulla qualità dei servizi erogati, anzi le nostre Banche clienti hanno sempre dimostrato
soddisfazione per la completezza dell’offerta e per la professionalità del personale.
Con l’avvento dell’autoriforma e la costituzione dei contrapposti gruppi bancari la nostra regione ha visto la
spartizione quasi equa delle BCC fra il polo trentino e quello romano. E questo, se inizialmente aveva destato
preoccupazione, si è poi rivelato essere un cataclisma per gli assetti dell’Emilia-Romagna e, ovviamente, per
Cedecra stessa.
Specie dopo che a giugno 2017 le BCC attestatesi su Cassa Centrale sono state invitate a migrare tutti i servizi
sul polo trentino, adducendo motivazioni inesistenti e di fatto destinando Cedecra alla bancarotta, una volta
raggiunto il naturale termine dei contratti in essere e, come sta avvenendo, dopo aver spostato tutti gli asset
strategici sulla loro struttura.
Quello che non può essere accettato è che la nostra Proprietà, che nel caso particolare di Cedecra è bene
ricordare coincide con la nostra utenza, non si sia data pena di valutare che una mossa del genere, ancorché
non obbligatoria, avrebbe comportato la fine della vita di una società sana, dell’esperienza lavorativa dei suoi
dipendenti e messo a rischio il futuro di sessanta famiglie.
Non è accettabile che gli Amministratori chiamati a prendere decisioni così gravi non si siano dati poi la pena
di trovare una contropartita per il vuoto di bilancio che si sarebbero lasciati alle spalle. Responsabilità,
vogliamo ricordarlo, non soltanto degli Amministratori direttamente coinvolti nella migrazione di massa, ma
anche di coloro che questa decisione l’hanno accettata, senza quasi darle peso, come se non fosse
responsabilità anche loro l’azienda che in questo modo si andava a depauperare.
Così come non è accettabile che, dopo anni di sollecitazioni da parte dei Sindacati, arrivino alla fine a dire
“non sappiamo se saremo in grado di garantire l’occupazione per tutti”.
Quello che emerge abbastanza chiaramente è che gli attori di questa Riforma stanno facendo una partita a
carte coperte, giocando d’azzardo sulle spalle dei Lavoratori e che non intendono prendere decisioni in
merito alle società di servizio per non scoprire il proprio gioco.
Ma nel mentre il tempo passa, le situazioni peggiorano e ad oggi ci troviamo con un’azienda che fra blocco
delle assunzioni ed incentivi all’esodo ha perso il 20% della forza lavoro solo negli ultimi 18 mesi, mettendo
a repentaglio la continuità operativa. Una politica scellerata messa in atto dagli stessi che poi, se qualcosa dovesse andare storto, sarebbero i primi a subire i danni peggiori: i nostri clienti, nonché nostri Amministratori.
E riteniamo che questo non sia un malcostume solo locale. Non siamo l’unica società di servizio del Movimento e non crediamo possibile che non ci siano altre realtà nella nostra stessa situazione. Cosa stanno facendo i grandi Gruppi in merito? Quali strategie hanno pensato di mettere in atto?
Fino a che non ci saranno rassicurazioni concrete per l’occupazione i Sindacati terranno alta la guardia e promuoveranno tutte le iniziative necessarie a ricordare a chi governa un’azienda che oltre ai profitti e gli interessi esistono le responsabilità, in primo luogo morali, ma anche civilistiche e finanche penali.
Anche se suona romantico e stravagante, vorremmo ricordare il primo articolo della Carta dei Valori del Credito Cooperativo:
1. Primato e centralità della persona
Il Credito Cooperativo ispira la propria attività all’attenzione e alla promozione della persona.
Il Credito Cooperativo è un sistema di banche costituite da persone che lavorano per le persone.
Il Credito Cooperativo investe sul capitale umano – costituito dai soci, dai clienti e dai collaboratori – per valorizzarlo stabilmente.
Bologna, 9 aprile 2018
le RSA Cedecra
FABI – FIRST/CISL – FISAC/CGIL – UILCA/UIL

 

Scarica la lettera in PDF