AGCOM: déjà vu

In AGCOM  le valutazioni annuali del personale sono  fatte ad aprile insieme alle valutazioni annuali dei dirigenti.

Anche quest’anno abbiamo riscontrato che chi valuta è molto più soddisfatto del lavoratore valutato.

Tale riscontro (solamente visivo) fa generare il ragionevole dubbio che alla classe dirigente sia stata assegnata, anche quest’anno,  in media, una valutazione altissima.

Fin quando il budget del premio annuale contiene anche la somma relativa ai dirigenti, il pericolo di avere una classe dirigente super valutata è reale, perché la somma stanziata funziona come un insieme di vasi comunicanti.

Per evitare ciò, proponiamo di introdurre la massima trasparenza attraverso la pubblicazione delle valutazioni di tutti.

La mancanza di trasparenza produce delusione ed aprile invece di essere il mese della contentezza diventa il mese in cui  dobbiamo curare la nostra delusione, che si aggiunge alla cronica  delusione dei lavoratori della sede di Napoli dell’AGCOM,  che non sono riusciti (finora) ad arginare  l’élite dominante in AGCOM  che, spostando di fatto la sede principale della AGCOM da   Napoli a Roma, ha troncato in modo inesorabile il sogno di un meridione pronto a cambiare pagina e a mettersi in linea con le realtà più sviluppate del Paese.

Lo Stato, i partiti politici, la lotta sindacale e le amministrazioni locali, non sono riuscite, in questi venti anni, a produrre  un minimo di resistenza contro questa forza centrifuga governata da una élite che ha come unico obiettivo l’interesse di se stessa e non dello sviluppo armonico del Paese.

Ormai, i dirigenti vivono la maggior parte del loro tempo lavorativo nella sede secondaria di Roma.

Ormai i Vice Segretari generali, che pure dovevano garantire, in modo alternato, la propria presenza nella sede principale, sono diventati un ologramma, per i Dipendenti napoletani.

A Roma si  continuano ad organizzare , in modo ingiustificato,  la maggior parte delle audizioni, dei seminari e delle attività.

Anche le direzioni  più consolidate e radicate nella sede principale di Napoli stanno man mano trasportando in modo silente il lavoro nella sede secondaria di Roma.

Il Consiglio si riunisce molte volte a Roma e qualche volta a Napoli.

A tutto ciò poi si aggiunge un  ingiustificato e preoccupante ritardo  nell’utilizzare la facoltà , prevista dalla c.d. legge Madia, di stabilizzare il personale precario, nonché una gestione sofferta del personale in termini di formazione e consolidamento dei diritti acquisiti.  Sembrerebbe, inoltre, che per un consistente numero  di lavoratori  si stia valutando una diminuzione dei livelli stipendiali acquisiti nel corso degli anni: e ovvio che su questo punto già abbiamo  intrapreso iniziative utili a tutelare i legittimi diritti acquisiti dei colleghi.

A questo stato di cose non ci arrenderemo.

Anzi, considerato che la nostra lealtà molto probabilmente è stata recepita come acquiescenza, nei prossimi giorni organizzeremo assemblee  con i lavoratori e incontri con le realtà politiche e amministrative del territorio per fermare questo inesorabile deterioramento della realtà napoletana dell’AGCOM.

I lavoratori e le lavoratrici della sede principale di Napoli dell’AGCOM stanno nel tempo perdendo ogni forma di collegamento con il cuore pulsante (che purtroppo  si trova ”ingiustificatamente” nella sede secondaria di Roma) dell’AGCOM e la classe dirigente,  invece di essere più   presente per arginare una possibile disastrosa sconnessione , in modo impassibile , continua a lasciare i lavoratori di Napoli  in un  singolare regime di lavoro a distanza.

Tutto questo dobbiamo  fermarlo!!!!!!!

CONTINUA………. La prossima volta parleremo di orario di servizio di tutto il personale (esecutivi, operativi, funzionari, dirigenti e direttori)

 RSA FISAC-CGIL AGCOM