Ilva: Camusso, grande risultato per i lavoratori

“Importante l’accordo sull’Ilva. Una volta approvato dai lavoratori, impegnerà la nuova proprietà a rilanciare l’azienda, a risanare l’ambiente, a salvaguardare professionalità e lavoro. Un gran bel risultato per i lavoratori e @fiomnet @cgilnazionale”. Lo scrive su Twitter il segretario generale della Cgil Susanna Camusso commentando l’intesa raggiunta con Arcelor Mittal per il futuro dello stabilimento siderurgico.

Sottoscritto l’accordo tra sindacati, Am Investco, governo e commissari straordinari sulla cessione dell’Ilva. La lunghissima trattativa non stop, iniziata nel primo pomeriggio di mercoledì 5 settembre, ha portato finalmente all’intesa: la nuova proprietà ha accettato la proposta sindacale di 10.700 assunzioni subito. L’acquirente si è anche impegnata ad assumere entro il 2024, quindi al termine delle opere legate al piano ambientale, i lavoratori che fino ad allora non abbiano usufruito di un’offerta di impiego all’interno della nuova Ilva. Previsto anche un piano di incentivi all’esodo volontario, finanziato complessivamente con 250 milioni di euro (circa 100 mila euro lordi a lavoratore in caso di uscita anticipata), e un investimento complessivo di 4,2 miliardi per i piani industriale e ambientale. I sindacati hanno anche revocato lo sciopero programmato per martedì 11 settembre.

“Tutti i lavoratori dell’Ilva assunti da Am Investco: è quello che avevamo chiesto”. A dirlo è la segretaria generale della Fiom Cgil Francesca Re David: “Si parte da 10.700, ma c’è l’impegno ad assumere tutti i lavoratori che rimangono in amministrazione straordinaria nel tempo di realizzazione del piano industriale entro il 2023, senza nessuna penalizzazione su salari e diritti”. Tutto questo avverrà “senza pesi sul salario: ai dipendenti non verrà tolto né adesso né quando ci saranno le ulteriori assunzioni. Inoltre, per chi lo aveva verrà conservato l’articolo 18 e riconosciuta l’anzianità”.

L’accordo, ha aggiunto Re David, per essere valido deve essere approvato nelle assemblee dei lavoratori attraverso il referendum: “Siamo fiduciosi. Di solito, quando firmiamo degli accordi in modo unitario, vuol dire che abbiamo avuto un rapporto coi lavoratori tale da farci dare questo mandato”. L’organizzazione della consultazione sull’ipotesi di accordo “sicuramente partirà subito, proveremo a farla entro il 15 settembre”, data in cui scade la proroga del commissariamento dell’Ilva.

Ad avvio di negoziato l’azienda aveva presentato una bozza di accordo con 10.100 assunzioni entro il 2018 e altre 200 entro il 2021, assunzioni che sarebbero state assorbite da quattro società costituite da Arcelor Mittal a livello di gruppo (ossia la capogruppo per la produzione dell’acciaio, più altre tre per i servizi, come energia e trasporti marittimi). L’azienda assicurava anche un piano per gli esodi incentivati e s’impegnava a offrire una proposta occupazionale entro agosto 2023 a tutti coloro che, a questa data, fossero rimasti esclusi da un percorso di inserimento.

La bozza, però, è stata giudicata insufficiente dalle controparti. Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno ribadito la necessità di arrivare a “zero esuberi” per i 14 mila lavoratori del gruppo siderurgico, e chiesto di portare il numero degli occupati subito a 10.700 (includendo i lavoratori delle affiliate di altri contratti, come elettrici, chimici e marittimi). Una proposta che Arcelor Mittal ha accettato. Da aggiungere, infine, anche la questione del premio di risultato 2019 e 2020, con i sindacati che sollecitano una quota “una tantum” che dia un salario di almeno il 4 per cento.

“L’accordo segna un passaggio fondamentale per rilanciare la produzione della fabbrica e il tema della sicurezza dentro e fuori l’acciaieria”. A dirlo è il segretario generale della Cgil Puglia Pino Gesmundo: “Ovviamente l’accordo per noi sarà valido dopo la consultazione dei lavoratori. Abbiamo sempre sottolineato la strategicità dell’acciaio e dell’Ilva, non solo per Taranto e la Puglia, ma per l’intero Paese. Il tempo dei proclami e della propaganda per qualcuno è finito, ora occorre vigilare sul rispetto degli impegni e sulle salvaguardie ambientali”.

“Per Genova non ci saranno esuberi tra i 1.474 dipendenti”, sottolineano i segretari generali di Cgil (Ivano Bosco) e Fiom (Bruno Manganaro) territoriali, precisando che “resta confermato l’Accordo di programma, che sarà oggetto di un tavolo tra le parti, calendarizzato, a cura della presidenza del Consiglio, entro la fine del mese di settembre”. Per gli esponenti sindacali il risultato raggiunto “rappresenta una buona mediazione per una trattativa che è stata da subito difficile e con il più grande gruppo siderurgico del mondo”. Bosco e Manganaro rimarcano anche “il mantenimento dei diritti normativi ed economici dei dipendenti, la conferma delle voci fisse contrattuali e l’esclusione dell’utilizzo del Jobs Act. L’accordo quindi tutela l’occupazione, identifica nell’acciaio una produzione strategica per il Paese e conferma gli investimenti a tutela della salute di chi lavora, dei cittadini e dell’ambiente”.

Photo by Andreauuu

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