Antiriciclaggio: le frodi fiscali

Riteniamo utile, per le Lavoratrici ed i Lavoratori che si trovano a confrontarsi con la Materia (anche in veste di consulenti della propria Clientela) riportare alcune annotazione che riguardano i Professionisti, per dar modo loro di svolgere al meglio la consulenza.

Il rispetto delle norme e degli obblighi antiriciclaggio è accompagnato da precise sanzioni amministrative e penali. Qualora si verificasse anche il concorso di un Professionista nel reato fiscale (fattispecie idonea a fungere da presupposto del riciclaggio), quest’ultimo, in caso di accertata responsabilità penale, corre il rischio di vedersi applicata l’aggravante speciale prevista a carico del Consulente fiscale (art.13bis Dlgs.74/2000) per cui le sanzioni stabilite per i reati tributari sono aumentate della metà se il reato è commesso dal compartecipe nell’esercizio dell’attività di consulenza fiscale svolta da un professionista, attraverso l’elaborazione di modelli di evasione fiscale.

            La mancata osservanza degli obblighi di adeguata verifica può dare luogo ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 2mila fino a 50mila euro.

Queste sanzioni sono previste anche per la violazione degli obblighi di conservazione. Per l’inosservanza dell’obbligo di segnalazione di una operazione sospetta scatta, invece, l’erogazione di una sanzione da 3mila euro che può arrivare anche a 300mila euro.

Bisogna, poi, prestare attenzione, alle sanzioni disciplinari accessorie. In presenza di violazioni gravi, potrebbe scattare l’interdizione dallo svolgimento della funzione (o dell’incarico) da due a cinque mesi.

In determinati casi, il decreto sanzionatorio viene pubblicato (per estratto) sul Sito del Ministero Economia e Finanze, con conseguente pregiudizio della reputazione del Professionista.

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