Tra necessità ed opportunità, quale futuro per le lavoratrici e i lavoratori di Banca Sviluppo?

Banca Sviluppo in questi ultimi anni ha avuto una funzione fondamentale nel “salvataggio di BCC in crisi”, il movimento del Credito Cooperativo ha individuato Banca Sviluppo come contenitore unico per tutto il sistema del Credito Cooperativo, con una missione complessa e difficile, di risanamento economico/finanziario delle BCC che si trovavano in amministrazione controllata e in liquidazione coatta e amministrativa. Il fine ultimo, era quello di restituire tali presidi, una volta risanati, al territorio ed al Credito Cooperativo.

Negli anni passati ad ogni intervento di Banca Sviluppo verso le banche in situazione di crisi ha registrato riduzioni di costi e impatti sul personale delle banche stesse. Gli accordi sono molteplici e diversi in conseguenza alle difficoltà delle banche in crisi e dei territori di appartenenza. I LAVORATORI, quasi sempre, hanno pagato con pesanti sacrifici, personali, professionali ed economici, le cattive gestioni degli amministratori.

Infine, dalla fine del 2016, obtorto collo, le strategie e la mission di Banca Sviluppo sono cambiate a causa delle divisioni interne al “Movimento”, per le disposizioni della BCE, della Banca D’Italia e dello stesso Credito Cooperativo.

Dalla metà del 2017 Banca Sviluppo ha iniziato la fase finale, e poi la missione alla quale era chiamata: La cessione degli sportelli di Banca Sviluppo alle Banche di Credito Cooperativo con attivi importanti e condizioni economiche positive, che hanno espresso interesse. Queste cessioni nel rapporto tra raccolta, impieghi e crediti deteriorati, sono un buon investimento per chi acquisisce.

Da tempo la Fisac CGIL sulle vicende che riguardano Banca Sviluppo si sta battendo per recuperare una condizione di normalità per le lavoratrici ed i lavoratori, nonché delle attività di Banca Sviluppo (vedi le difficoltà rilevanti degli sportelli, in forte sofferenza e con le attività alla clientela che non migliorano). L’obiettivo dichiarato su tutti tavoli negoziali è quello di riallineare le condizioni economiche e normative delle lavoratrici e dei lavoratori a quanto dettato dal CCNL FEDERCASSE e in applicazione dell’articolo 2112 del codice civile (applicazione delle condizioni delle lavoratrici e lavoratori delle aziende cessionarie).

Il contesto economico è cambiato. La riforma del settore è quasi conclusa. Non è più sostenibile la tesi da parte delle Bcc, delle Federazioni e del Gruppo Bancario che a parità di mansione e di inquadramento dei lavoratori, si possano verificare condizioni non in linea con il contratto nazionale in essere e in particolare, sarebbe opportuno che le parti in modo condiviso, nell’eventualità del rinnovo del CCNL, considerino anche queste vicende del passato recente.

Per la Fisac CGIL non esistono “personalismi e strumentalizzazioni” e vengono prima gli interessi collettivi delle lavoratrici e i lavoratori di BANCA SVILUPPO.

La Fisac CGIL considera necessaria e fondamentale L’UNITA’ DELLE OO.SS. E DEI LAVORATORI per raggiungere questi obiettivi.

Se TUTTE LE PARTI sono consapevoli delle difficoltà dei lavoratori di Banca Sviluppo, allora a nessuno può sfuggire che non è più tempo di attendere e non è più tempo di sacrifici sulla pelle dei lavoratori con penalizzazioni a discapito della loro serenità lavorativa e professionalità.

NOI SIAMO PRONTI !!

Li 19 dicembre 2018

RSA BANCA SVILUPPO AREA CALABRIA

RSA BANCA SVILUPPO AREA CAMPANIA

RSA BANCA SVILUPPO AREA EMILIA ROMAGNA

RSA BANCA SVILUPPO AREA SICILIA

COORDINAMENTI FISAC CGIL GBI

COORDINAMENTO NAZIONALE FISAC CGIL BCC

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