BCC: Fondo Pensione Nazionale Il 26, 27 e 28 Marzo p.v. si vota l’assemblea dei Delegati

nei prossimi giorni saremo chiamati a votare per un importante organismo del Fondo Pensione Nazionale; questa volta viene presentata una sola lista che, delle complessive cinque Organizzazioni Sindacali, ne rappresenta purtroppo solo due (FABI e UILCA).
Comprendere da parte di tutti gli aderenti al Fondo Pensione le vere ragioni per cui questo si è verificato è tutt’altro che trascurabile! Va detto innanzitutto che per la Fisac-CGIL non è stato possibile presentare una lista alternativa, e quindi partecipare alla competizione elettorale, per la mancanza di 2 candidati del territorio di Bolzano (l’attuale regolamento elettorale, che la Fisac-CGIL chiede da lungo tempo di rivedere, non ammette liste che non includano candidati provenienti da tutte le federazioni locali).
La sola alternativa dunque, affinché la Fisac-CGIL fosse rappresentata nell’assemblea dei delegati, sarebbe quindi stata quella di aderire ad una lista unitaria; cosa per la quale ci siamo spesi ed impegnati, ricercando fino all’ultimo momento utile una fattiva interlocuzione con le altre OOSS, ponendo una sola condizione:
la volontà comune di introdurre una netta discontinuità nella gestione del Fondo Pensione rispetto alle criticità che noi, da tempo, denunciamo!
Tale condizione non si è verificata, vanificando qualsiasi presupposto per poter collaborare unitariamente alla gestione del Fondo. Quindi davanti alla posizione della FABI e della UILCA: “intanto la lista unitaria poi si vedrà” abbiamo valutato necessario non proporre nostri candidati in una lista “unitaria per finta”.
Del resto anche in passato la Fisac-CGIL è stata estromessa dal Comitato Amministratore del Fondo (e per alcuni periodi anche dall’assemblea dei delegati), proprio dalla FABI e dalla UILCA, per aver “osato” mettere in discussione elementi di merito nella gestione del Fondo Pensione.
Attenzionare alcune questioni, avvalorate tra l’altro anche dalla COVIP chiamata in causa per nostra iniziativa, come:
  • Difficoltà operative dell’assetto organizzativo del Fondo Pensione;
  • Anomalie nella gestione del “Fondo Melograno”;
  • Problemi nel calcolo dell’ISC (Indicatore Sintetico dei Costi) del Fondo Pensione;
  • Conflitti d’interesse;
  • Modifiche statutarie illegittime;
dovrebbe essere non solo legittimo, ma DOVEROSO da parte di un consigliere come pure di un qualunque componente dell’assemblea dei delegati!
Invece la “naturale” conseguenza di questa azione è stata che dal 2012 del Consiglio di Amministrazione del Fondo Pensione Nazionale non fa parte, per scelta delle altre organizzazioni, alcun rappresentante della Fisac-CGIL.
Ma anche quando estromessi, con competenza e sempre nell’interesse degli iscritti al nostro Fondo Pensione, alcuni risultati sono stati raggiunti, e con nostro rammarico, non come conseguenza di un costruttivo confronto ma piuttosto di azioni incisive da noi realizzate pur essendo fuori dalla amministrazione del Fondo, come ad esempio:
  • Si è ottenuta la sicurezza informatica del Fondo Pensione (va ricordato che le precedenti elezioni sono state annullate per mancanza di sicurezza informatica che era riscontrabile anche nella normale gestione dell’area riservata);
  • La corretta redazione della scheda dell’indicatore sintetico dei costi (il nostro Fondo ha un ISC al di sopra della media dei fondi chiusi; per consultare la scheda clicca qui);
  • Risoluzione di investimenti effettuati in palese conflitto di interessi (vedi investimento totalitario dell’Obbligazionario BCC Istituzionale);
  • Rivisitazione della gestione del Fondo Melograno, che presenta ad oggi, comunque, ancora delle criticità;
  • Un risultato di principio contenuto nella risposta resa dal Fondo Pensione in occasione di un nostro reclamo del 2013 riguardo il regolamento elettorale: “Il CdA,……., nell’esaminare il reclamo in oggetto, ha invitato i Consiglieri in rappresentanza dei lavoratori a formulare, anche in relazione a quanto segnalato in passato dal Comitato Elettorale Centrale, una proposta di modifica del regolamento Elettorale ………aggiornata e garante di democraticità e pariteticità tra tutte le parti interessate” , va fatto notare che ad oggi ciò non è avvenuto per espressa volontà delle organizzazioni sindacali che siedono in Consiglio di Amministrazione del Fondo;
  • Revoca di una modifica statutaria, illegittima, adottata al solo fine di rendere possibile la permanenza negli organismi del Fondo di alcuni rappresentanti di parte sindacale che avevano raggiunto il numero massimo previsto di mandati consecutivi.
Queste alcune delle cose fatte. Ma c’è ancora molto da fare!
Restano le nostre perplessità sulla gestione amministrativa del Fondo Pensione, come ad esempio i rendimenti dei comparti (fatta eccezione per il “garantito”) inferiori alla media di altri fondi e del benchmark dichiarato; gli eccessivi costi, le perdite e scarsa trasparenza sulla “gestione diretta”; le anomalie nella gestione del Fondo Melograno e la svalutazione del patrimonio immobiliare del Fondo; i conflitti di interesse. Così come permane la preoccupazione per la dichiarata, strumentale, volontà da parte degli attuali amministratori del Fondo Pensione di voler chiudere il comparto “garantito” sul quale peraltro una buona parte degli aderenti ha liberamente scelto di investire i propri risparmi previdenziali. Su questo tema abbiamo interessato la COVIP anche riguardo le comunicazioni, da parte della FABI, non legittime e forvianti che invitavano gli iscritti al Fondo Pensione ad indirizzare le scelte di investimento previdenziale verso altri comparti.
In un momento così particolare del Credito Cooperativo avevamo immaginato di poter costruire un nuovo percorso unitario nella gestione della previdenza complementare nella categoria. Avevamo torto. Continueremo dunque ad agire con responsabilità e fermezza sulla strada della tutela del risparmio previdenziale come fatto fin qui, non escludiamo in futuro di agire, se necessario, la strada del ricorso amministrativo.

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