Banco BPM Toscana: AVVIATA CON IL TENTATIVO DI CONCILIAZIONE LA PROCEDURA DI SCIOPERO SULLO SCANDALO DIAMANTI

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E’ stata consegnata all’azienda nella giornata di ieri (giovedì 18 aprile), la lettera per il tentativo di conciliazione prevista dalla normativa in vigore sulla regolamentazione dell’esercizio del diritto disciopero nel settore del credito. Decorsi 5 giorni lavorativi (il termine ultimo è il 29 di aprile), se laconciliazione non produrrà l’esito auspicato, inizieranno a decorrere i termini per la proclamazione dello sciopero che verrà indetto per il giorno 14 maggio, con manifestazione regionale a Lucca a cui tutti dobbiamo partecipare.

Le iniziative di contrasto alle incomprensibili scelte aziendali sulla gestione della vicenda diamanti, partite con le prime assemblee tenutesi in Toscana, si stanno espandendo a macchia d’olio anche a realtà di altre Regioni, come la Liguria, il Veneto e l’Emilia Romagna.

Ci auguriamo a questo punto che il gravissimo disagio che hanno espresso gli oltre 1.700 colleghi intervenuti alle assemblee finora tenute, votando all’unanimità le varie iniziative sindacali compreso lo sciopero, possa finalmente trovare una risposta da parte aziendale, attraverso un radicale cambiamento di rotta rispetto alla “politica dello struzzo” finora adottata.

Nel frattempo, non centinaia di milioni, ma miliardi di euro in investimenti (oltre 600 milioni di euro investiti in diamanti possono corrispondere ad un patrimonio di raccolta ed investimenti dei clienti direttamente coinvolti pari ad almeno 6/7 miliardi di euro!) rischiano concretamente di andare perduti per dirigersi verso altri importanti Gruppi bancari che invece i diamanti li hanno ritirati e rimborsati, senza contare gli effetti indiretti del grave danno di immagine, anche sui clienti che i diamanti non li hanno acquistati.

Cosa ancora più grave, sempre a causa di questo atteggiamento aziendale dilatorio, irresponsabile e miope, ogni giorno cresce paurosamente il numero dei colleghi coinvolti in procedimenti penali attivati da querele di clienti. Questo dopo che è stato deciso un piano di premi per il top management e dirigenti di alto rango che può costare fino a 5 MLN per il 2019.

Non vogliamo veder crescere ancora i clienti che se ne vanno e i clienti che ci denunciano!!!

L’azienda sfrutti questi pochi giorni per prendere le decisioni che avrebbe già dovutoprendere da tempo, altrimenti andremo avanti con le azioni di lotta programmate, convinti di essere dalla parte giusta della storia: per la tutela del nostro futuro rappresentato dai nostri clienti e quindi per la tutela del futuro della banca per cui lavoriamo!

Riportiamo in calce il testo della lettera per il tentativo di conciliazione sopra citata:

“Lo scandalo legato alla commercializzazione dei diamanti da investimento ha coinvolto i 4 principali Gruppi bancari del nostro Paese (Banca Intesa, Unicredit, Mps e Banco Bpm). Di queste aziendesoltanto Banco Bpm non si è ancora reso disponibile all’integrale rimborso delle somme investite dai propri clienti. Questa situazione ha duramente colpito l’immagine della banca e dei lavoratori. Ancherispetto al fallimento di IDB (International Diamond Business, la società che vendeva i diamanti), l’azienda non ha dato il dovuto supporto ai clienti. I dipendenti di Banco BPM sono stati quindi lasciatisoli dall’azienda a gestire una tensione insostenibile con la clientela, che giustamente rivendica i propri diritti. I reclami dei clienti, di fronte alle ingiustificabili riluttanze aziendali, spesso sfociano in denunce penali a carico degli incolpevoli lavoratori, che si sono attenuti alle indicazioni aziendali, in buona parterivelatesi, alla luce dei fatti, fuorvianti. E’ assolutamente necessario porre freno a questo fenomeno edevitare rischi anche più gravi. Per la tutela del futuro occupazionale è indubbia la necessità di tentare di riconquistare la fiducia della clientela tutta, messa a dura prova dall’atteggiamento elusivo aziendale rispetto alle responsabilità che risultano oramai più che evidenti. I lavoratori pretendono quindi che l’Azienda si assuma pienamente le proprie responsabilità rimborsando integralmente tutti i clienti ai quali siano stati venduti i diamanti, senza rifugiarsi dietro alle difficoltà operative legate al fallimento di IDB, sollevandoli quindi da una situazione di tensione divenuta oramai insostenibile”.

Lucca, 19/4/2019

FABI – FIRST CISL – FISAC CGIL – UILCA – UNISIN RR.SS.AA. Toscana Banco Bpm

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