Comunicato stampa Anpal Servizi

Comunicato stampa

“I veri navigator siamo noi, ma andiamo a casa”. Domani scioperano i lavoratori di Anpal Servizi

Presidio di 4 ore davanti al Mise per fermare l’emorragia dei precari e chiedere il rilancio dell’azienda

 

Alla vigilia del “concorso” che selezionerà 3000 navigator, le nuove figure professionali che assisteranno i centri per l’impiego nell’ardua impresa di trovare un lavoro ai beneficiari del “reddito di cittadinanza”, 20 professionisti che con competenza ed esperienza da anni svolgono proprio questa attività sono stati di fatto licenziati. Tra questi anche membri dei direttivi dei sindacati aziendali, particolarmente attivi nella ricerca e nella richiesta di soluzioni praticabili alla crisi occupazionale esplosa negli ultimi mesi. Stessa sorte toccherà presto ad altri 654 lavoratori, finché il governo non comprenderà l’assurdità delle sue scelte.

Succede ad Anpal Servizi, la società partecipata dall’Agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro, da mesi in mobilitazione per chiedere a governo e vertici aziendali un tavolo di discussione per individuare soluzioni per non disperdere questo patrimonio di competenze, quanto mai utili nella difficile situazione economica e sociale in cui versa il nostro Paese.

L’assurdità di questa dissennata scelta è che le risorse economiche per continuare ad avvalersi di queste professionalità ci sono e sono già stanziate nei budget dei piani operativi nazionali fino al 2020. Queste persone vanno a casa perché il cosiddetto “decreto dignità” limita le proroghe ai contratti a tempo determinato: e, come facilmente prevedibile e previsto, limitare le proroghe non determina la stabilizzazione ma un turn over dei lavoratori. Il precariato che si diceva di voler combattere viene in realtà alimentato. L’ulteriore paradosso che si sta per realizzare è che, in attesa che i 3000 navigator vengano selezionati e poi inseriti in Anpal Servizi, sarà tutto il personale oggi in Azienda, compreso quello a termine, che dovrà garantire l’avvio sui singoli territori delle azioni previste dal “reddito di cittadinanza”.

Anpal Servizi aveva iniziato nel 2017 un percorso di stabilizzazione dei lavoratori precari in virtù di un accordo sindacale tuttora vigente, ma che l’azienda ha di fatto unilateralmente disdetto.

Ci sono quindi gli strumenti tecnico-giuridici e le risorse economiche per invertire la rotta e riportare la questione nei binari della razionalità economica oltre che della sostenibilità sociale. Il funzionamento di Anpal Servizi non può prescindere dalla valorizzazione e dal consolidamento di tutto il suo personale, prevedendo l’immediato avvio di un piano di stabilizzazione dei lavoratori precari e la definizione di tutte le questioni contrattuali irrisolte prima dell’ingresso dei 3000 navigator. In questo quadro desolante si aggiunge infatti una totale assenza di relazioni industriali in azienda, un contratto scaduto da più di 10 anni, un accordo sul welfare siglato tra le OOSS e l’azienda che giace nei cassetti senza nessuna attuazione, l’assenza di un piano industriale di medio lungo periodo con degli obiettivi chiari e condivisi, la totale mancanza di strategie aziendali rispetto alla nuova programmazione comunitaria.

Per tutto questo sono mesi che inviamo richieste di incontro al Ministero del Lavoro per individuare soluzioni condivise per tutte le problematiche aperte e soprattutto per il personale precario con contratto a tempo determinato e con contratti di collaborazione coordinata e continuativa. L’esito dei pochi incontri è stato assolutamente insoddisfacente: mai è stata avviata una discussione nel merito dei problemi, mai è stato intrapreso un negoziato, ma si è solo procrastinata sine die l’individuazione di possibili soluzioni.

Facendo seguito all’assemblea dei lavoratori del 29/05/19 e alla lettera di richiesta di incontro inviata al Ministro del Lavoro Di Maio in data 31/05/19, le OO.SS. First Cisl, Fisac CGIL, Uilca UIL, Felsa Cisl, Uiltemp, Nidil CGIL di Anpal Servizi ribadiscono con forza lo stato di agitazione, rivendicando le risposte che i lavoratori attendono ormai da troppo tempo.

Chiediamo la convocazione urgente di un tavolo di crisi presso il Ministero del Lavoro per la definizione di un piano industriale, coerente con il ruolo e la mission di Anpal Servizi, al fine di affrontare il problema delle scadenze contrattuali e della stabilizzazione dei precari, ponendo le basi per il riavvio di serie relazioni industriali in azienda su tutti i temi in sospeso.

A sostegno della richiesta giovedì 6 giugno 2019 è indetto uno sciopero per l’intera giornata, con presidio in Via Molise dalle ore 10:00 alle ore 14:00.

 

RSA Anpal Servizi